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  • » 30/04/2014, 00.00

    CINA

    Cina, continuano gli arresti contro il gruppo di Zhou Yongkang



    L'ex "zar della sicurezza nazionale" sembra essere nel mirino delle autorità centrali, che a forza di espulsioni e indagini stanno decimando il "clan" di funzionari a lui fedeli. Questa volta è toccato a Li Chuncheng, vice capo del Partito nel Sichuan: espulso dal Pcc, dovrà rispondere di "violazioni alla disciplina".

    Pechino (AsiaNews) - Il Procuratore Supremo del popolo cinese ha annunciato questa mattina l'apertura di un'inchiesta ufficiale contro Li Chuncheng, vice capo del Partito comunista del Sichuan e stretto collaboratore dell'ex "zar della sicurezza nazionale" Zhou Yongkang. Si tratta dell'ultimo arresto, in ordine di tempo, di tutta una serie di altissime figure nazionali collegate a Zhou: analisti ed esperti sono concordi nel sostenere che il governo centrale stia preparando un'indagine anche contro di lui, ex membro del Politburo e uno degli uomini più potenti di tutta la Cina.

    L'annuncio dell'inchiesta contro Li è stato rilasciato un giorno dopo la sua espulsione dal Partito comunista. Li, tuttavia, ha iniziato la sua caduta in disgrazia nel 2012, quando è stato indagato per "violazioni alla disciplina del Partito": si tratta di un eufemismo per indicare tangenti e corruzione. La sua scalata era iniziata nel 2001, quando Zhou era capo del Partito del Sichuan e Li era sindaco di Chengdu.

    Dalla presa di potere di Xi Jinping, avvenuta nel marzo del 2013, il governo ha ordinato l'arresto di 21 funzionari di alto grado. Di questi, almeno sei facevano parte del gruppo dei protetti di Zhou. Lo scorso 19 febbraio è toccato a Ji Wenlin, per dieci anni braccio destro del potentissimo ex ministro della sicurezza nazionale: prima di lui sono finiti in carcere Guo Yongxiang, ex vice governatore del Sichuan, e Li Dongsheng, ex vice ministro della Pubblica sicurezza. Il 20 febbraio è stata la volta di Liu Yingxia, nota come "l'imprenditrice più affascinante della Cina", arrestata per corruzione a causa dei suoi rapporti con Jiang Jiemin, un tempo presidente della China National Petroleum Corp e altro fedelissimo di Zhou.

    Il 3 marzo 2014 è arrivata invece la conferma dell'arresto di Zhou Yuanqing, fratello di Yongkang, e della moglie Zhou Lingying. I due sono stati fermati il primo dicembre 2013 per "un'indagine disciplinare da parte di Pechino". Proprio la donna avrebbe sfruttato la parentela con il capo della sicurezza nazionale per ottenere appalti di favore presso la China National Petroleum Corp. Inoltre, secondo i media locali, "aveva molto da fare" con Zhou Bin, figlio di Yongkang anche lui sotto inchiesta. Il 14 aprile 2014 è stata la volta di Zhao Miao - capo del Dipartimento per l'organizzazione del Partito di Chengdu - e Yan Cunzhang, manager del Dipartimento per la cooperazione del colosso petrolifero statale China National Petroleum Corp. Entrambi sono accusati di "violazioni alla disciplina del Partito".

     

     

     

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