21/01/2019, 12.34
SRI LANKA
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Colombo, completata la prima fase della città portuale

di Melani Manel Perera

Il mega progetto è finanziato da Pechino. L’ambasciatore cinese elogia l’investimento, che ha procurato più di 4mila posti di lavoro. In realtà la città portuale avrà gravi ripercussioni sull’ambiente costiero e sull’ecosistema marino.

Colombo (AsiaNews) – Con la bonifica di 269 ettari di aree costiere, il 16 gennaio scorso si è conclusa la prima fase della costruzione della città portuale di Colombo, il mega progetto da un miliardo di dollari finanziato da Pechino. Alla cerimonia ufficiale erano presenti Cheng Xueyuan, ambasciatore cinese in Sri Lanka, Patali Champika Ranawaka, ministro per lo sviluppo di Megapolis e Western, e Jiang Houliang, direttore operativo di CHEC Port City Colombo.

Da parte srilankese, Ranawaka ha detto che “ora si può dare inizio alla fase due del progetto”. Dal versante cinese, l’ambasciatore Cheng ha affermato che “il Port City Project simboleggia l’amicizia tra Cina e Sri Lanka”. Poi ha elogiato l’investimento di Pechino, che ha speso “quasi sette milioni di dollari per promuovere le industrie rilevanti in Sri Lanka. Questo progetto ha procurato più di 4mila posti di lavoro agli abitanti locali, andando a beneficio di migliaia di famiglie srilankesi. Ora siamo impegnati nello sviluppo delle [infrastrutture] di superficie e nel costruire gli edifici”.

Nonostante i discorsi pieni d’enfasi, il mega progetto di Pechino non gode dello stesso favore tra la popolazione. Il progetto della città portuale nasce nel settembre 2014 sotto il mandato dell’ex presidente Mahinda Rajapaksa ed è finanziato dalla holding cinese China Communications Construction Co. Ltd. Fin dall’inizio i lavori generano l’opposizione di ambientalisti, Chiesa cattolica e pescatori, che ottengono la sospensione.

A gennaio 2016 il People’s Movement against Port City, il gruppo di attivisti che guida la protesta, presenta un documento di Valutazione di impatto ambientale (Eia) di 400 pagine, contenente 128 pareri negativi in merito alla costruzione. A marzo dello stesso anno le autorità di Colombo danno il via libera alla ripresa dei lavori.

Il ministro Ranawaka ha illustrato il progetto: esso si compone di una strada che collegherà il porto alla terraferma; un tunnel che consentirà di raggiungere Marine Drive a Kollupitiya [zona commerciale e turistica lungo la costa, ndr]; un sistema ferroviario che correrà lungo tutta la penisola; inoltre il progetto ospiterà un parco, una scuola internazionale, un ospedale e una sala per le conferenze.

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