25/10/2019, 12.58
SRI LANKA
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Commissione parlamentare: Sirisena, responsabile degli attentati di Pasqua

di Melani Manel Perera

Gli esperti affermano che il presidente ha “danneggiato attivamente” il governo e il sistema di sicurezza. Le “gravi falle” della sicurezza hanno portato a centinaia di morti e feriti. È necessario agire contro wahhabismo, fake news e crescente estremismo.

Colombo (AsiaNews) – La colpa degli attentati in Sri Lanka è del presidente Maithripala Sirisena: lo sostiene la commissione parlamentare incaricata d’indagare sulle responsabilità delle stragi di Pasqua. Due giorni fa gli esperti del Parliamentary Select Committee hanno depositato il loro rapporto, nel quale evidenziano che Sirisena ha “danneggiato attivamente” il governo e il sistema di sicurezza, provocando quelle “gravi falle” del sistema d’intelligence che poi hanno portato agli attacchi terroristici contro tre chiese e tre hotel di lusso.

Si tratta di una svolta nelle indagini sui peggiori attentati mai perpetrati nell’isola asiatica, rimasta estranea al fondamentalismo islamico fino al 21 aprile 2019. Il presidente Sirisena ha sempre incolpato le forze di sicurezza del Paese di averlo tenuto all’oscuro delle varie allerte terrorismo diramate prima degli attacchi. Al contrario, gli alti funzionari (tra cui due arrestati, cioè il capo della polizia e l’ex segretario della Difesa), hanno sempre sostenuto di aver riportato le corrette informazioni. La loro posizione è stata confermata anche da un tribunale.

Per la commissione, il presidente “ha fallito in numerose occasioni nel dare la leadership e ha minato seriamente il governo e i sistemi, compreso il fatto di aver tenuto incontri ad hoc del National Security Council, escludendo però figure chiave da quelle discussioni”.

Gli esperti evidenziano il fallimento dei servizi segreti. “Questo – affermano – ha prodotto centinaia di morti, un numero ancora maggiore di feriti e una devastazione incalcolabile per lo Sri Lanka e gli srilankesi e non deve essere trattato con leggerezza”. Essi ritengono che è “importante accertare se le persone con interessi di parte non hanno agito in base ai rapporti d’intelligence con l’obiettivo di creare caos e infondere paura e incertezza in vista delle elezioni presidenziali [che si terranno il 16 novembre, ndr]”. Una situazione del genere, sottolineano, “porterebbe quindi alla richiesta di un cambio di regime per contenere tali atti di terrorismo”: un’ipotesi molto probabile, dato che Sirisena non si è ricandidato e il favorito è il fratello dell’ex dittatore Mahinda Rajapaksa.

La commissione suggerisce alcune raccomandazioni “che richiedono attenzione”. Tra questi, la “necessità di controllare e monitorare l’estremismo religioso”; la necessità di agire contro il wahhabismo, le “fake news” e il modo in cui i media riportano le notizie; ritenere responsabili i politici e i rappresentanti popolari; riformare il settore educativo per contrastare il crescente estremismo.

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