22 Gennaio 2018
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est


  • » 28/12/2017, 11.41

    VIETNAM

    Confermata la condanna dell’attivista cattolica Maria Trần Thị Nga

    Paul H. Quoc

    Arrestata il 25 gennaio 2017, è ritenuta colpevole di “propaganda contro lo Stato”. La sentenza e lo svolgimento del dibattito hanno suscitato dure critiche. Inascoltate dal governo le preghiere dei cattolici vietnamiti e l’appello di Human Rights Watch per il suo rilascio.

    Hanoi (AsiaNews) – Si è concluso con una condanna a nove anni di carcere e cinque di arresti domiciliari il processo d’appello di Maria Trần Thị Nga (foto), nota attivista cattolica per i diritti umani. Lo scorso 22 dicembre, la Corte suprema di Hanoi ha aperto il procedimento presso il Tribunale del popolo della provincia di Hà Nam, al termine del quale i giudici hanno confermato la pena commutata a luglio in primo grado all’attivista, arrestata il 25 gennaio 2017 e ritenuta colpevole di “propaganda contro lo Stato”. È questa una disposizione cui le autorità vietnamite ricorrono di frequente per mettere a tacere i blogger ed altri attivisti dissidenti.

    Nga è madre di due bambini di tre e cinque anni ed è famosa per la sua difesa dei diritti dei lavoratori migranti vietnamiti e delle vittime delle espropriazioni terriere messe in atto dal governo, una misura ricorrente nel Paese. Tramite i social network, l’attivista ha più volte denunciato le politiche liberticide e la corruzione tra i vertici del Partito comunista. Nel maggio del 2014 è stata ferita in modo grave da un gruppo di teppisti armati di tubi metallici, riportando la frattura di una gamba.

    L’appello di Maria Trần Thị Nga si è svolto in un clima di tensione, dal momento che solo i suoi tre avvocati hanno potuto assistere all’udienza. Il marito ed i familiari di Nga sono stati trattenuti da un imponente spiegamento di polizia fuori dall’aula, dove i suoi simpatizzanti si erano radunati per sostenerla sono stati picchiati mentre cercavano di registrare video. Almeno nove persone sono state arrestate sul posto e portate all'ufficio del Comitato del popolo di Tran Hung Dao, nella città di Phủ Lý. Tra esse vi è anche Phan Van Phong, sposo dell’imputata.

    La sentenza e lo svolgimento del dibattito hanno suscitato dure critiche. “La raccolta delle prove non è avvenuta in conformità con il processo legale – afferma l’avvocato difensore Ha Huy Son – Non ci sono prove legali a sostegno delle accuse contro la signora Tran Thi Nga. La corte ha ascoltato la nostra difesa, ma non ha preso in considerazione nessuna delle informazioni che abbiamo fornito”. Il legale lamenta che il collegio giudicante si è limitato ad inviare dichiarazioni scritte, senza partecipare all'audizione. Sono state respinte perfino le richieste della difesa per il rinvio dell'udienza, al fine di ascoltare di persona le valutazioni consegnate.

    A partire da domenica 17 dicembre, i cattolici del nord e del centro Vietnam si sono radunati in diverse chiese ed hanno pregato per la giustizia e la pace, ricordando la prigioniera di coscienza. Due giorni prima del processo del 22 dicembre, l’organizzazione internazionale Human Rights Watch (Hrw) ha chiesto al governo vietnamita di rilasciare immediatamente Maria Trần Thị Nga e di lasciar cadere tutte le accuse contro di lei.

    Maria Trần Thị Nga è una delle molte donne rinchiuse ancora oggi nelle carceri vietnamite per aver manifestato a difesa della libertà, dei diritti civili e dell’ambiente. Il Vietnam occupa uno dei gradini più bassi al mondo per la libertà di stampa: secondo l’indice pubblicato quest’anno dall’Ong Reporters sans frontières è al 175mo posto su 180 Paesi. Negli ultimi mesi, altri blogger e attivisti sono stati condannati: la cattolica Nguyen Ngoc Quynh, 37 anni, conosciuta come Me Nam o “Mother Mushroom”, dovrà scontare una pena detentiva di 10 anni; mentre Peter Pham Minh Hoang, blogger franco-vietnamita anche lui cattolico e già processato nel 2011, è stato privato della cittadinanza ed espulso dal Paese.

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    05/05/2015 VIETNAM
    Giustizia e Pace: migranti, priorità della Chiesa vietnamita
    Nella prima assemblea annuale i vescovi hanno affrontato il tema della migrazione, interna e all’estero. Mons. Nguyên Thai Hop esorta ad accogliere i migranti e favorire la loro integrazione. Dal lavoro schiavo alle vittime del racket del sesso, molti i problemi da risolvere. Un compito che investe la Chiesa e le più alte cariche dello Stato.

    18/01/2018 11:05:00 THAILANDIA-MYANMAR
    Bangkok, Caritas Thailandia difende i diritti dei lavoratori migranti

    Il Paese è uno dei maggiori centri migratori di tutto il sud-est asiatico. I migranti economici sono 4-5 milioni, cui si aggiungono circa un milione di illegali. Dal 1 gennaio in vigore la nuova legge sui lavoratori non registrati. Da giugno è in corso un esodo di lavoratori birmani, cambogiani e laotiani.



    26/07/2017 15:09:00 VIETNAM
    Tran Thi Nga, attivista condannata a nove anni di prigione

    Aveva pubblicato video e articoli in cui accusava lo Stato di violare i diritti umani. Nessuno dei suoi parenti o sostenitori ha potuto assistere all’udienza. I legali annunciano di voler fare ricorso. 



    17/01/2018 15:19:00 VIETNAM
    Nghệ An, confermata la condanna per l’attivista cattolico Nguyen Van Oai

    Egli è membro del movimento democratico fuorilegge Viet Tan e cofondatore dell'Associazione degli ex prigionieri di coscienza. Faceva parte di un gruppo di 14 giovani cattolici e protestanti arrestati dal regime nel 2011. Lo scorso gennaio è stato aggredito e arrestato con l’accusa di aver violato i termini della condanna.



    27/05/2015 VIETNAM
    Torna libero e promette nuove battaglie blogger vietnamita pro diritti umani
    Le autorità di Hanoi hanno rilasciato il 51enne Truong Duy Nhat, condannato nel marzo 2014 a due anni di prigione. Egli è stato incriminato in base all’articolo 258 del codice penale, usato per colpire i dissidenti. Egli promette di continuare la sua battaglia per i diritti e le libertà civili in Vietnam.



    In evidenza

    EGITTO-LIBANO
    Al Cairo, musulmani e cristiani si incontrano per Gerusalemme, ‘la causa delle cause’

    Fady Noun

    Si è tenuta il 16 e 17 gennaio all’istituto sunnita al-Azhar. Hanno preso parte molte personalità del Libano, fra cui il patriarca maronita Bechara Raï. I mondo arabo diviso fra “complice passività” e “discorsi rumorosi ma inefficaci”. Ex-premier libanese: coordinare le azioni per una maggiore efficienza al servizio di una “identità pluralistica di Gerusalemme” e della “libertà religiosa”. Card. Raï: serve preghiera congiunta, la solidarietà interreligiosa islamico-cristiana in tutto il mondo arabo e sostenere i palestinesi.


    CINA
    Yunnan: fino a 13 anni di prigione per i cristiani accusati di appartenere a una setta apocalittica



    Le setta in questione è quella dei Tre gradi del Servizio, un gruppo pseudo-protestante sotterraneo fondato nell’Henan e diffuso soprattutto nelle campagne. I condannati rivendicano di essere solo cristiani e di non sapere nulla della setta. Gli avvocati difensori minacciati della revoca della loro licenza.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

     









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®