30/05/2011, 00.00
VIETNAM – CINA
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Confini marittimi: cresce la tensione fra Pechino e Hanoi

di Nguyen Hung
Il governo vietnamita accusa la Cina di alimentare la tensione nella regione. Nel fine settimana una nave cinese ha tagliato i cavi di un battello usato per rilevamenti idrografici. Pechino respinge le accuse e parla di violazione dei diritti giurisdizionali. Fra i vietnamiti monta la collera verso la “cupidigia” cinese.
Ho Chi Minh City (AsiaNews) – Il governo vietnamita accusa la Cina di innalzare il livello di tensione nella regione, alimentando lo scontro su confini e territori. La presa di posizione di Hanoi è emersa durante un raro incontro con la stampa nel fine settimana. Esso segue uno scontro marittimo fra navi vietnamite e cinesi nel mar Cinese meridionale. Intanto monta la collera in Vietnam: molti abitanti di Ho Chi Minh City puntano il dito contro Pechino, colpevole di voler “invadere il mare del Vietnam” e minacciare “la pace nella regione”.
 
Il 26 maggio scorso tre navi battenti bandiera cinese avrebbero violato la sovranità territoriale del Vietnam, invadendone le acque. I battelli avrebbero tranciato “in modo deliberato” i cavi di una nave utilizzata da Hanoi per i rilevamenti idrografici. Il gesto avrebbe compromesso le operazioni del Gruppo statale per il petrolio e il gas (Petro Vietnam) e si aggiunge a una serie di “invasioni” di navi cinesi in acque extra-territoriali.
 
Lo scontro è avvenuto circa 120 km al largo delle coste centro-meridionali del Vietnam, circa 600 km a sud dell’isola cinese di Hainan. Pechino respinge le accuse e incolpa il Vietnam per quanto avvenuto nel fine settimana. Il governo cinese afferma che le operazioni di ricerca e sfruttamento di gas e petrolio di Hanoi mettono a repentaglio “gli interessi della Cina” e i suoi diritti giurisdizionali.
 
Fra le nazioni della regione Asia-Pacifico, la Cina è quella che avanza le maggiori rivendicazioni in materia di confini marittimi, fra cui le isole Spratly e l’arcipelago Paracel (cfr AsiaNews, 07/05/2010 Tokyo e Hanoi sfidano la sovranità cinese sul Mar Orientale). La sua egemonia riveste un carattere strategico per il commercio e lo sfruttamento delle materie prime. A contendere le mire espansionistiche di Pechino vi sono il Vietnam, le Filippine, la Malaysia, il Sultanato del Brunei e Taiwan, cui si uniscono la difesa degli interessi strategici degli Stati Uniti nell’area.
 
Molti vietnamiti di Ho Chi Minh City, interpellati da AsiaNews, accusano la Cina di “azioni malvagie, volte ad invadere il Vietnam, minacciando così la pace delle nazioni nella regione, fra cui Filippine, Malaysia, Giappone, India e Australia”. Nel Paese serpeggia malessere nei confronti di quella che viene definita “la cupidigia di una nazione comunista atea”.
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