17/01/2007, 00.00
CINA
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Contadini dello Shandong: coltivare e bere da un fiume nero come l’inchiostro

Per centinaia di migliaia di agricoltori, acqua fetida per irrigare e bere. Distrutte le economie di interi villaggi di contadini e pescatori. Le autorità non sembrano preoccupate di ostacolare l’inquinamento o di aiutarli, mentre il governo locale vuole aumentare lo sviluppo industriale. La prima parte del dossier sulla piaga dell'inquinamento in Cina.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Lungo il fiume Zhangweixin, nel settentrionale Shandong, i contadini irrigano i campi con acqua fetida, nera come l’inchiostro e coperta di schiuma. Che bevono anche, quando non possono scavare pozzi sempre più profondi. E gli abitanti della città di Dezhou, alle sorgenti del fiume, mangiano tranquillamente i prodotti di questi campi.

Inizia oggi la pubblicazione di un dossier di AsiaNews sull’inquinamento delle acque in Cina, in continuo aumento nonostante l’impegno del governo - che però combatte le conseguenza, ma non le cause - e tale da essere ormai la prima preoccupazione della popolazione.

 Lo Zhangweixin nasce prima di Dezhou, corre lungo il confine tra Hebei e Shandong e dopo 460 chilometri arriva al mare Bohai. Il Canale meridionale lo collega al fiume Hai, inquinato per l’80%. Nel settentrionale villaggio di Sinusi il fiume è nero e coperto di schiuma e l’odore strozza il respiro. I 3mila abitanti usano l’acqua per irrigare, anche se ogni anno i raccolti peggiorano, ma temono ancora più la siccità. Per bere hanno scavato pozzi.

 Alcuni villaggi hanno pozzi profondi centinaia di metri. Ma nel villaggio di Qingyun, 20 km. da Sinusi e famoso per i suoi datteri rossi, i pozzi pescano acqua a circa 25 metri. Yin Yugui, capo locale del Partito, dice che “l’acqua ha un sapore amaro e acido”, ma non ne hanno altra. Per scavare pozzi più profondi ci vorranno anni, perché non hanno abbastanza soldi.

 Cai Wenxiao, vice direttore dell’Ufficio per la protezione ambientale a Dezhou, spiega che “l’inquinamento nel fiume Zhangweixin proviene soprattutto dalle province a monte”. Secondo i dati del governo la causa sono le cartiere e gli impianti chimici dello Henan (per il 65%) e dello Shanxi, che gettano i rifiuti in corsi d’acqua che poi vanno nel fiume; dallo Shandong viene “solo” il 20% dell’inquinamento. Nei primi 7 mesi del 2006 sono stati chiusi 140 impianti inquinanti dell’Henan e 15 dello Shandong. Ma molti altri sono rimasti, come la cartiera Zhaodongfang a Pingyuan, prefettura di Dezhou, accusata di scaricare nel fiume grandi quantità di rifiuti chimici. “Non è stata chiusa – dice Cai - perché l’inquinamento che causa, benché sia una minaccia per la salute pubblica, non ha contaminato le vie di accesso all’acqua potabile”. Nessun funzionario “osa prospettare il problema dell’inquinamento della fabbrica agli alti livelli del governo”.

 I residenti hanno protestato presso i governi locali e a Pechino senza ottenere risultati, spesso nemmeno un indennizzo. Parecchi dicono che sono stati minacciati da funzionari locali.

Molti dei 500mila abitanti del capoluogo Dezhou ignorano questo inquinamento: il governo ha costruito dighe per tenere le acque inquinate fuori dalla città e prende l’acqua potabile dal Fiume Giallo. Il sindaco Wu Cuiyuna appare più preoccupato per il Prodotto interno lordo di Dezhou, solo all’11° posto tra le 17 maggiori città della provincia: vuole attirare più investimenti e più industrie.

Zhang Dexin, capo del Dipartimento economico della locale  università, osserva che il 75% della popolazione lavora nell’agricoltura, ma contribuisce solo per il 4,4% al Pil. Dice al South China Morning Post che “abbiamo bisogno di grandi impianti chimici ed energetici per far crescere l’economia e assorbire i lavoratori rurali”. “Un certo grado di inquinamento può essere tollerato. E’ un problema di tutti i governi locali cinesi, non solo di Dezhou”.

 Il villaggio di Shuigou, alla foce del fiume, era famoso per la gran quantità di pesce, che dava ai suoi 2mila abitanti un reddito di 8mila yuan annui, quando il reddito medio era circa un decimo. Ora il pesce scarseggia e le onde del mare, color rosso scuro, uccidono granchi e gamberi lungo la costa. Wu Jianbang, segretario del Partito del villaggio dice che “i nostri capelli cadono. Molti hanno attacchi di cuore. E negli ultimi anni sono aumentati i malati di cancro”.

Sono state inutili le proteste al governo locale e provinciale e alla centrale Amministrazione per la protezione ambientale dello Stato. “I funzionari non vogliono conoscere la realtà e gli ispettori di alto livello del governo sono solo capaci di nascondere la situazione delle gente”, dice  Wu. “Non rivedremo mai acqua chiara nel fiume o nel mare”. (PB)

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