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» 11/07/2011
INDONESIA
Continuano le minacce islamiche contro la chiesa Yasmin in West Java
di Mathias Hariyadi
I fedeli sono ancora costretti a pregare in piazza, dopo la chiusura della loro chiesa. Gruppi islamici radicali li disturbano e minacciano. Il sindaco di Bogor non accetta la sentenza della Suprema Corte del Paese che sancisce il diritto della Chiesa a costruire propri edifici di culto.

Jakarta (AsiaNews) – Non hanno fine le iniziative del sindaco di Bogor (West Java), Diani Budiarto, di costringere i fedeli della protestante Yasmin Church (Gki) a lasciare la loro chiesa, costruita in modo legittimo.

Il sindaco ha persino violato un ordine diretto della Corte Suprema dell’Indonesia che autorizza la Yasmin Church a costruire un edificio di culto sul proprio terreno. Fonti locali denunciano ad AsiaNews che Budiarto, ha anche tentato di accendere i sentimenti anticristiani di gruppi islamici estremisti.
Il   9 luglio il sindaco ha mandato una nuova lettera alla Chiesa chiedendo di interrompere le preghiere domenicali in piazza e offrendo un aiuto a individuare un altro luogo per riunirsi, indicando la Harmoni Function Hall.

Ma i responsabili della Gki non sono meno decisi nel rifiutare qualsiasi proposta del sindaco di trasferirsi altrove. Fanno anche notare che non è stato loro indicato dove potrebbero costruire la nuova chiesa e che anche l’ultima lettera “non vale come documento, non contenendo la data e nessuna indicazione utile”.
Ieri 10 luglio centinaia di fedeli si sono di nuovo riuniti sulla pubblica strada, accanto alla loro chiesa, per celebrare la funzione festiva. Ma decine di islamici radicali sono intervenuti protestando e disturbando la funzione. Lo stesso era accaduto domenica 3 luglio, quando i musulmani radicali sono intervenuti durante la funzione cantando canti “per distrarre”.

Il pastore Ujang Tanusaputra e il suo segretario il pastore Diah Renata Anggraeni, in risposta all’indicazione del sindaco che il gruppo aveva accettato di cessare le preghiere in strada, hanno dichiarato che negli scorsi giorni 6, 7 e 8 luglio non c’erano state le riunioni dei fedeli indicate nella lettera. Inoltre, essi hanno di nuovo sollecitato il sindaco a rispettare la decisione della Corte Suprema.

Bonasigalingging Sh, portavoce del gruppo, ha spiegato ad AsiaNews che “l’idea di spostare le funzioni dalla strada alla Harmoni Function Hall non è una soluzione. Anzi il sindaco ha creato un nuovo problema, ignorando la supremazia della legge”. Ha aggiunto che la chiesa non si lascerà cacciare dalla strada dove si riunisce e ha raccontato che “due dimostranti hanno cercato di raggiungere il nostro leader, Jayadi Damanik, chiedendogli di persuadere i fedeli a cessare le preghiera per strada, ma egli respinto la richiesta.” “E’ pure intervenuto un alto funzionario di Bogor, chiedendomi di persuadere la comunità a cessare la propria attività perché gruppi islamici la vedono in modo negativo. Ma ho respinto la richiesta. Il vero problema è che il sindaco ignora l’ordine della Corte Suprema”.

Dopo la funzione ci sono stati piccoli incidenti. “Almeno 8 dimostranti – spiega Bonasigalingging – hanno raggiunto Jayadi Damanik e Tomas Wadu Dara per portarli via e costringerli a cessare le funzioni”.

I 2 pastori confermano di essere stati portati via e chiusi a chiave in locali vicini, per convincerli a cessare le preghiere in strada. Ma la Gki non intende cedere.

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Dossier


by Giulio Aleni / (a cura di) Gianni Criveller
pp. 176
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