14/02/2018, 08.17
RUSSIA-VATICANO
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Cooperazione fra cattolici e russo-ortodossi a due anni dall’incontro dell’Avana

di Vladimir Rozanskij

Due anni fa, nella capitale cubana, si sono incontrati papa Francesco e il patriarca di Mosca Kirill. In questo tempo si è rafforzato l’impegno comune verso le comunità cristiane in Medio oriente. A l’Avana entrambi i leader hanno usato la parola “genocidio” per definire la persecuzione dei cristiani. L’ottimismo del metropolita Ilarion.

Mosca (AsiaNews) – La difesa dei cristiani e la protezione dei santuari in Medio oriente è stato al centro di una conferenza internazionale, con la partecipazione dei rappresentanti della Chiesa ortodossa russa e della Chiesa cattolica, che si è tenuta a Vienna lo scorso 12 febbraio. La conferenza era pianificata nell’ambito della cooperazione cattolico-ortodossa per l’aiuto ai cristiani del Medio oriente, ma è stata anche l’occasione per ricordare il secondo anniversario dell’incontro tra il patriarca Kirill e il papa Francesco all’Avana del 12 febbraio 2016.

La delegazione russa a Vienna era guidata dal metropolita Ilarion (Alfeev), capo del Dipartimento per le Relazioni esterne del Patriarcato di Mosca; da parte cattolica vi era il cardinale Kurt Koch, prefetto del Pontificio consiglio per l’unità dei cristiani. Erano presenti anche il metropolita Ignazio della Chiesa ortodossa di Antiochia, titolare della sede di Parigi; il direttore della Direzione del Patriarcato di Mosca per le istituzioni estere, l’arcivescovo di Vienna e Budapest Antonij (Sevrjuk, già segretario del patriarca Kirill e parroco della chiesa russa a Roma); il metropolita della Chiesa siro-giacobita in Austria e Svizzera, Dionisio Issa Gurbuz; il capo della diocesi di Damasco della Chiesa apostolica armena, il vescovo Armas Nalbandian del Catholicosato di Echmjadzin; il vescovo Joseph Mouawad, capo della diocesi maronita di Zahleh in Libano.

Il card. Cristoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, ha fatto gli onori di casa, accogliendo gli ospiti nel palazzo arcivescovile con queste parole: “Abbiamo sentito il comune appello dei sacerdoti cattolici, secondo cui i cristiani del Medio oriente hanno bisogno non soltanto dell’aiuto umanitario, ma anche di sostegno politico. Molti arcivescovi si rivolgono ai propri Paesi e ai loro governi, affinché facciano tutto il possibile per il ristabilimento della pace in quella regione. Ai nostri sacerdoti è sempre stato chiaro che l’impegno della Chiesa ortodossa russa, e penso anche del governo russo, sia stato sempre diretto a fornire aiuto ai cristiani di questa regione”.

Durante la conferenza è stato anche presentato un catalogo, in cui si mostrano tutti i santuari cristiani distrutti o rovinati dai terroristi del sedicente “Stato islamico” durante la guerra in Siria. In esso vi sono chiese, cimiteri e monasteri, descritti in modo molto accurato, che necessitano immediato restauro, come ha osservato il metropolita Ilarion nella relazione principale dell’incontro. Egli ha riferito di un’imponente azione umanitaria da poco effettuata in Siria dal Gruppo di lavoro interreligioso, che agisce sotto l’egida del Consiglio per la cooperazione con le organizzazioni religiose della Presidenza della Federazione Russa e coinvolge molte associazioni musulmane di Russia. A sua volta il cardinale Koch ha illustrato le attività umanitarie della Chiesa cattolica in Medio oriente, in particolare in Siria e in Iraq.

Su un possibile nuovo incontro tra il papa e il patriarca russo, Ilarion ha dichiarato, che questo può avvenire in qualsiasi momento in cui i due si sentiranno pronti: “La decisione su dove e quando incontrarsi dipende dal papa e dal patriarca. Penso che quando saranno pronti a incontrarsi un’altra volta, essi stessi troveranno il posto adatto”.

In generale, il metropolita ritiene che le prospettive presenti del dialogo tra cattolici e ortodossi siano “molto positive”, e che “i risultati degli ultimi due anni mostrano che la risposta comune dei cristiani alle sfide della civiltà contemporanea è sempre più efficace. Dopo l’incontro dell’Avana, la collaborazione bilaterale è diventata sempre più intensa. È importante che durante l’incontro del papa Francesco e del patriarca Kirill, per la prima volta sia risuonata a un livello così elevato la condanna della persecuzione dei cristiani, definita come un genocidio. Questo termine non era stato usato prima dai principali leader religiosi, mentre a Cuba è stato rivestito dell’autorità e della fermezza dei Presidenti delle due Chiese principali”.

Il rappresentante della Chiesa russa ha ribadito il personale impegno del presidente Vladimir Putin alle necessità dei cristiani in Medio oriente, come evidenziato dai recenti incontri che egli ha avuto con il capo della Chiesa ortodossa di Antiochia Giovanni X e con il Patriarca copto Tawadros II.

Concludendo il suo intervento, il metropolita Ilarion ha voluto indicare un altro importante aspetto della collaborazione tra ortodossi e cattolici: quello del lavoro di ricerca, che impegna le strutture ecclesiastiche e accademiche alla comprensione di tutti gli aspetti delle situazioni e delle motivazioni storico-sociali degli eventi in Medio oriente. Questo studio comune, secondo il prelato, “permette di comprendere l’attualità, nel tentativo di superare i motivi dei conflitti bellici, e di preparare il futuro, per creare nuove condizioni di tolleranza e pacifica convivenza”.

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