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  • » 05/07/2017, 08.52

    EGITTO - QATAR - GOLFO

    Crisi del Golfo: il fronte anti-Qatar si incontra al Cairo. Per Doha richieste “impraticabili”



    Previsto per oggi un vertice fra Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti ed Egitto. Ieri è arrivata la risposta del Qatar alla lista di richieste avanzate dagli alleati del Golfo. Nessuna notizia è trapelata sul contenuto della missiva. Ieri il ministro degli Esteri del Qatar aveva definito “irreali e impraticabili” le imposizioni a Doha e denunciato un attacco alla “ libertà di pensiero”. 

     

    Il Cairo (AsiaNews/Agenzie) - A un mese esatto dall’inizio della crisi fra Riyadh e Doha, alti funzionari di Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti ed Egitto si incontrano oggi al Cairo per discutere della questione. Il vertice a livello di ministri degli Esteri nella capitale egiziana giunge a poche ore di distanza dalla scadenza dell’ultimatum lanciato al Qatar, e  il 3 luglio esteso di 48 ore, per accettare la lista di 13 richieste - fra cui la chiusura del canale satellitare al Jazeera - avanzata dalle nazioni del Golfo.

    Sulla controversia è intervenuto ieri il ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, che ha definito i dettami degli alleati di un tempo “irreali e impraticabili”. Il capo della diplomazia di Doha respinge tutte le accuse e aggiunge che “non si tratta di terrorismo”, perché in questa vicenda è in gioco “la libertà di pensiero”. 

    Dietro il nuovo fronte di scontro nella regione mediorientale, l’accusa rivolta al Qatar di sostenere movimenti terroristi islamici e, soprattutto, di mantenere legami diplomatici e commerciali con l’Iran, nemico numero uno dei sauditi in Medio oriente. In realtà, secondo alcuni analisti si starebbe consumando la battaglia finale fra wahhabiti e Fratelli musulmani per il dominio del Medio oriente, con pesanti ripercussioni nel settore del turismo e del lavoro per l’emirato.

    Nella giornata di ieri l’Arabia Saudita e gli alleati del Golfo hanno ricevuto la risposta ufficiale di Doha alle loro richieste. Finora nulla è trapelato sul contenuto della missiva, sulla quale vi è il massimo riserbo in attesa delle prossime mosse diplomatiche e commerciali. Nei giorni scorsi i vertici dell’emirato avevano criticato con forza la “lista” degli alleati del Golfo, sottolineando che simili richieste costituiscono una palese “violazione del diritto internazionale”. 

    Intanto Turchia e Iran continuano a fornire sostegno commerciale, economico e militare a Doha isolata dal resto della regione. Il piccolo emirato, con una popolazione di 2,7 milioni di persone, in larga parte lavoratori migranti provenienti dall’Asia e ricco di petrolio e gas naturali, rischia una grave crisi se la controversia dovesse continuare. Interpellato da AsiaNews il vicario apostolico dell’Arabia Settentrionale (Kuwait, Arabia Saudita, Qatar e Bahrain) mons. Camillo Ballin ha confermato i problemi, che hanno già spinto parte della comunità cattolica locale a emigrare. 

    Ieri il Qatar ha annunciato l’intenzione di rafforzare la produzione di gas naturale (Lng) per i prossimi anni, settore nel quale il Paese è uno dei leader mondiali. Al contempo ha ribadito di voler appianare la crisi divampata con Riyadh (e alleati) mediante il dialogo, scongiurando l’uso della forza che finirebbe per alimentare la spirale di tensione nella regione. (DS)

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