16/11/2015, 00.00
PAKISTAN - FRANCIA
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Cristiani e musulmani pakistani condannano la strage di Parigi, pregano per le vittime

di Shafique Khokhar
Gli attivisti cattolici di Giustizia e Pace definiscono “inaccettabile” la morte di persone innocenti per ragioni di fede. La preghiera a Cristo fonte di consolazione per superare “questa perdita irreparabile”. Coordinatore Caritas Asia: "Uniti contro il terrorismo". Intellettuale musulmano: Queste violenze peggioreranno la situazione in tutto il mondo”.

Lahore (AsiaNews) - Cristiani e musulmani in Pakistan condannano con forza la strage di Parigi del 13 novembre scorso, in cui i jihadisti dello Stato islamico (SI) hanno colpito uno dei Paesi simbolo dell’Europa uccidendo 129 persone e ferendone almeno 350. Gli attivisti della Commissione nazionale di Giustizia e Pace della Chiesa cattolica pakistana (Ncjp) hanno diffuso un comunicato congiunto a firma di p. Emmanuel Yousaf Mani e del direttore esecutivo Cecil Shane Chaudhry, in cui definiscono “inaccettabile” la morte di persone innocenti per motivi di fede. 

I due leader cattolici rivolgono un appello al governo del Pakistan, perché si mostri solidale con la Francia e il suo popolo in questo momento di bisogno e auspica che siano consegnati alla giustizia gli attentatori tuttora in fuga.

A fronte dell’incertezza che caratterizza le nostre vite, avvertono i vertici di Ncjp, ai familiari delle vittime resta “la preghiera e l’affidarsi a Cristo” per trovare la pace e la forza necessarie “per superare questa perdita irreparabile”. E augurano una pronta guarigione a chi è rimasto ferito in questo “orribile attacco”. 

Interpellato da AsiaNews p. Bonnie Mendes, una delle personalità più autorevoli della Chiesa pakistana, oggi nelle Filippine in qualità di coordinatore di Caritas Asia, condanna senza mezzi termini la strage. Egli rilancia la difesa della vita, da sempre al centro dell’opera dei vescovi asiatici, e avverte: “Gli attacchi terroristici devono finire” e tutta l’umanità “deve unirsi per combattere il terrorismo”. 

Le guerre lanciate in Iraq (e in Siria) hanno innescato questa spirale di violenza e terrore, avverte il sacerdote, il quale aggiunge che oggi più che mai “l’uso della forza non rappresenta la soluzione dei problemi”. “Servono soluzioni politiche” conclude, unite “alla sorveglianza delle attività terroristiche” e alla difesa dei valori della “libertà, fraternità e uguaglianza” alla base della Repubblica francese. 

Una ferma condanna dell’attentato di Parigi viene anche da personalità e intellettuali musulmani pakistani. Il prof. Musadeq Hussain, decano della Facoltà di legge dell’università internazionale Riphah a Faisalabad (Punjab) afferma che “questi gesti peggioreranno la situazione in tutto il mondo” e “saranno fonte di minaccia per le minoranze che vivono in Europa”. Il sostegno della Francia alle popolazioni di Asia e Africa ne uscirà “indebolito”, mentre saranno rafforzare le politiche “militari e imperialiste”.

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