08/02/2017, 14.01
CINA
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Critiche e sospetti verso un parco a tema cristiano aperto nell’Hunan, patria di Mao Zedong

È stato inaugurato durante il festival di primavera. Ha una superficie di 15 ettari e al centro è collocata la chiesa di Xingsha, alta 80 metri. Voci affermano che il governo abbia finanziato la costruzione.

Pechino (AsiaNews) – A Changsha, nell’Hunan (provincia dove è nato Mao Zedong) è stato aperto un “Parco a tema cristiano” (教会主题公园). Il sito, collocato nel parco ecologico Xingsha di Changsha, è stato inaugurato durante il festival di primavera ed ha uno scopo turistico. Si estende su un’area di 15 ettari e al centro è presente una chiesa, la cui altezza raggiunge gli 80 metri. Il parco è anche la sede della Hunan Bible Institute.

L’inaugurazione del parco è stata sommersa da critiche anche perché vi sono voci che lo stesso governo dell’Hunan abbia contribuito a finanziare la costruzione. Il Global Times – giornale vicino al “Quotidiano del Popolo”, organo del Partito comunista cinese (Pcc) – ha pubblicato un intervento del commentatore Shan Renping (单仁平), il quale scrive che “i governi locali non dovrebbero più usare le risorse pubbliche per fare propaganda e promuovere una religione”. Inoltre, Shan afferma che “le attività religiose dovrebbero essere svolte in siti religiosi e non dovrebbero estendersi ai contesti sociali. Le funzioni cristiane dovrebbero svolgersi nelle chiese e non nei luoghi pubblici... Essa [la religione] non dovrebbe essere soppressa, ma neppure alimentata e dovrebbe essere trattata solo in funzione della legge”.  

Sui social network cinesi, l’apertura del parco “cristiano” ha fatto molto discutere e ha mostrato opinioni contrastanti. In un articolo pubblicato sul social Wechat da un account chiamato “Dietro i titoli”, l’autore esprime il proprio disappunto sul fatto che un parco cristiano venga aperto nella patria del defunto leader comunista Mao Zedong, convinto ateo. Molti degli internauti cinesi ritengono che il Paese sia una società secolare e che la costruzione del parco non sarebbe coerente con la rivoluzionaria storia di Changsha. Un utente di Sina Weibo (la versione cinese di Twitter), scrive che “il governo dovrebbe fare attenzione alla possibile penetrazione di idee che possano contraddire l’ideologia cinese tradizionale e minacciare la sicurezza nazionale”. Fra i commenti non manca lo scetticismo dettato dall’idea di usare la religione per scopi economici. A questo proposito, Zhang Yiwu, professore dell’Università Beida scrive: “Durante la trasformazione industriale, molti dei governi locali stanno lottando per il progresso e la religione è usata per lo sviluppo turistico e culturale”.

Di contro, ci sono anche pareri di utenti che ritengono la costruzione del parco una forma di “libertà religiosa”, dove nessuno è obbligato ad andarci. Altri commenti vedono il diffuso criticismo verso il parco come un comportamento ingiusto in quanto “quando vengono costruite moschee, nessuno prova a dire nulla, ma quando si tratta di altre religioni tutti si sentono in diritto di parlare. Non è giusto”. 

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