03/10/2014, 00.00
TIBET - CINA

Dalai Lama: Potrei tornare in Cina come pellegrino

Il leader del buddismo tibetano, in esilio dal 1959, ha chiesto in maniera "informale" al governo di Pechino di potersi recare in preghiera sul monte sacro Wutai. La proposta "è stata presa sul serio da alcuni amici e persino da alcuni membri del Partito comunista, che ci rifletteranno". Docente cinese: "Cerca solo pubblicità".

Dharamsala (AsiaNews) - Dopo quasi 50 anni di esilio dalla Cina, il Dalai Lama potrebbe entrare nel Paese come pellegrino per recarsi in preghiera sul monte Wutai, considerato sacro dal buddismo tibetano. Il leader religioso ha avanzato la richiesta in maniera informale ad alcuni "amici", fra cui membri - in carica o in pensione - del Partito comunista. Questi "hanno preso in considerazione l'idea e mi faranno sapere". Lo ha dichiarato lo stesso Dalai Lama dal suo esilio di Dharamsala, in India.

L'idea, spiega, "non è finalizzata ma sta lì. Non è stata avanzata in maniera formale o seria, ma in modo informale. In pratica ho espresso il mio desiderio ad alcuni amici, che hanno mostrato interesse e comprensione genuini. Qualche tempo fa persino alcuni funzionari cinesi, come il vice Segretario del Partito comunista del Tibet, hanno menzionato la possibilità di un mio pellegrinaggio a quel luogo sacro".

Il monte Wutai è una delle quattro vette sacre del buddismo cinese, identificato come santuario anche dalla versione tibetana. Si ritiene che sia uno dei luoghi in cui si manifesta il bodhisattva (o "incarnazione") della conoscenza. Manjusri (Wenshu in cinese) può apparire sul monte in forma di pellegrino, monaco o persino come cinque nuvole colorate. I pellegrinaggi sui quattro monti sono considerati una alta forma di devozione per i buddisti tibetani.

Lian Xiangmin, docente presso il Centro di ricerca tibetana, ritiene che il "desiderio" del Dalai Lama "sia soltanto un modo in cui cerca di attirare l'attenzione della comunità internazionale. Non vedo alcun cambiamento nella politica ufficiale riguardo quell'uomo [che il governo cinese definisce un separatista ndr] e credo che questi siano tentativi per mettere pressione sul presidente Xi Jinping". 

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