3 Agosto 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 14/03/2008
CINA - SUDAN
Dalla Cina il 90% delle armi del Darfur
Pechino, in violazione del veto Onu, vende armi e riceve in cambio petrolio. Human Rights First denuncia che, per fermare il genocidio, si deve anzitutto fermare questa vendita.

Pechino (AsiaNews/Agenzie) – Il 90% delle armi leggere acquistate dal Sudan - e usate anche nella guerra del Darfur - sono vendute dalla Cina, in violazione dell’embargo dell’Onu. Lo denuncia in un rapporto la ong per la tutela dei diritti Human Rights First (Hrf), indicando dati precisi e le fonti.

Secondo Hrf nel periodo 2004/2006 gli altri fornitori d’armi hanno molto diminuito la vendita, mentre Pechino ha ceduto armi per 55 milioni di dollari da quando è cresciuta la violenza nel Darfur e ne è ora quasi il solo fornitore al Sudan, che paga in petrolio.

Negli anni scorsi Pechino ha dapprima negato qualsiasi vendita di armi allo stato africano. Quando non lo ha più potuto fare, ha insistito che ne vende meno di altri Paesi e che, comunque, le sue armi non sono usate per il genocidio nel Darfur. Ma questo – dice Betsy Apple per Hrf – “non è per nulla credibile”, dato che è quasi la sola fornitrice d’armi a Khartoum.

Le attività della Cina in Sudan servono anzitutto a sviluppare le infrastrutture necessarie per estrarre e trasportare il petrolio: pozzi, oleodotti, raffinerie, ma anche strade e strutture portuali. Nel 2000, prima della crisi nel Darfur, il Sudan produceva petrolio per 1,2 miliardi di dollari, nel 2006 è arrivato a 4,7 miliardi (+291%) e un ex ministro sudanese delle Finanze dice che almeno il 70% dei profitti beneficiano l’esercito, visto come uno dei principali responsabili del massacro. Vendendo più petrolio, può acquistare più armi: dal 1999 al 2005 l’acquisto di armi è cresciuto di 680 volte.

La Cina fornisce al Sudan anche esperti militari e Hrf nota che le loro visite in loco sono coincise con “periodi di maggiore violenza nel Darfur”. Pechino aiuta inoltre a sviluppare la produzione di armi e veicoli militari, anche tramite ditte specializzate e con l’invio di ingegneri e specialisti.

Hrf conclude che “se la Cina vuole davvero la pace nel Darfur, deve anzitutto fermare la vendita di armi”. Pechino dice che sta facendo “quanto può per la pace nel Darfur”, ma è una dichiarazione “falsa, finché sarà il primo fornitore d’armi al governo del Sudan”.


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
14/07/2008 CINA - SUDAN
Foto satellitari e testimoni dicono che Pechino vende armi al Sudan, nonostante l'embargo
18/02/2009 CINA - SUDAN
La Cina saluta con enfasi l’accordo tra Sudan e un gruppo ribelle del Darfur
28/05/2007 CINA - SUDAN
“Un ruolo più costruttivo” per Pechino contro il massacro del Darfur
05/03/2009 CINA - SUDAN
La Cina chiede all’Onu di sospendere il mandato di arresto contro Omar al-Bashir
02/08/2007 CINA - NAZIONI UNITE
Pechino plaude la decisione Onu di inviare 26mila soldati in Darfur

In evidenza
CINA
Wenzhou, anche la Chiesa non ufficiale contro le demolizioni. La diocesi in digiuno
di Joseph YuanDopo la marcia del 90enne vescovo ufficiale mons. Vincent Zhu Weifang, il coadiutore mons. Peter Shao Zhumin e tutto il clero non ufficiale pubblicano una lettera aperta in cui chiedono di fermare la campagna di demolizione delle croci. Un appello ai cattolici “della Cina e del mondo intero” affinché si uniscano alla protesta, a sostegno della Chiesa cinese. Persino un vescovo illecito manifesta solidarietà con il clero del Zhejiang, contro gli atti del governo.
CINA
Wenzhou: Vescovo 90enne e 26 preti manifestano contro la demolizione delle croci
di Joseph YuanNon è la prima volta che l'anziano vescovo e i suoi sacerdoti si esprimono contro la campagna di demolizione di croci e chiese, che ha colpito oltre 400 edifici. La polizia ha cercato di disperderli e il gruppo ha presentato una petizione. La coroncina della Divina Misericordia a sostegno della Chiesa cinese. Entro il 31 agosto verranno abbattute le croci delle chiese nella zona di Lishui.
ISRAELE-IRAN
Dopo l’accordo sul nucleare, Israele dovrebbe diventare il miglior alleato dell’Iran
di Uri AvneryE’ la tesi del grande statista e pacifista Uri Avnery, leader del gruppo Gush Shalom, sostenitore della pace fra israeliani e palestinesi. Secondo Avnery, l’Iran desidera solo essere una potenza regionale e del mondo islamico, capace di commerciare con tutti, grazie alla sua raffinata e millenaria esperienza. Di fronte, rivolti al passato, vi sono le monarchie e gli emirati del Golfo. L’Iran può essere un ottimo alleato contro Daesh. Gli abbagli di Netanyahu e dei politici e media israeliani. (Traduzione dall’inglese di AsiaNews).

Dossier


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate