28/07/2021, 11.48
INDIA
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Delhi, esponente del Bjp: 'Via i missionari cristiani dall'India'

di Nirmala Carvalho

Secondo Rakesh Sinha, i religiosi starebbero rovinando la cultura adivasi. P. Joseph: I cristiani si sono da sempre dedicati ai tribali oppressi e non ne hanno guadagnato in termini di conversioni, al contrario di come vorrebbero far credere gli estremisti di destra. Presidente del Global Council of Indian Christians: Gli adivasi sono animisti, non indù.

New Delhi (AsiaNews) - Un membro del Parlamento indiano vorrebbe cacciare i missionari cristiani dal Paese. Secondo Rakesh Sinha, del Bharatiya Janata Party (Bjp), il partito nazionalista indù del primo ministro Narendra Modi, i religiosi starebbero rovinando la cultura degli adivasi (tribali) e approfittando del diritto alla libertà religiosa. Il parlamentare lo ha dichiarato in una recente intervista al quotidiano Dainik Jagran, appoggiando la campagna “Missionari cristiani, lasciate l’India”.

“Quello che ha detto Rakesh Sinha è assurdo”, ha commentato p. Babu Joseph, ex portavoce delle Conferenza episcopale indiana. “Dovrebbe essere intrapresa un’azione legale per le sue dichiarazioni. In questo modo diffama ampie fette della popolazione che hanno tutto il diritto, garantito dalla Costituzione indiana, di professare la religione di loro scelta”. Mons. Joseph ha poi difeso il lavoro che i missionari hanno portato avanti con le tribù indigene: “I tribali dell’India hanno vissuto una vita di miseria per secoli. I missionari li hanno aiutati a migliorare la loro condizione attraverso l’istruzione e le cure mediche. È per questo che [Sinha] se la prende con i cristiani?”

Anche Sajan K. George, presidente del Global Council of Indian Christians (Gcic), ha fatto notare la pericolosità delle dichiarazioni di Sinha: “Già nel 2018 aveva scritto dei tweet contro i missionari, definendoli ‘vestigia del colonialismo’ e condannandone il proselitismo”, ma il tema della conversione è utilizzato dall’estrema destra come strumento di propaganda. Stando alle cifre degli ultimi censimenti governativi, la percentuale di cristiani in India in sostanza è rimasta invariata: si è passati dal 2,34% del 1991 al 2,30% del 2011. In Kerala, nel 2020, è l’induismo ad aver guadagnato più fedeli con il 47% sul totale delle conversioni religiose. Su 506 convertiti, 241 hanno rinunciato al cristianesimo o all’Islam per abbracciare l’induismo, mentre 144 persone sono diventate musulmane e 119 cristiane.

“È importante notare che gli adivasi non sono indù, ma animisti”, ha spiegato. George. “Non sono mai stati induisti e non lo sono nemmeno ora”.

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