15/01/2013, 00.00
VIETNAM
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Diaspora vietnamita: libertà per i giovani cattolici ingiustamente condannati

Un documento di protesta chiede anche di porre fine alla persecuzione contro la Chiesa cattolica e tutte le religioni, di rispettare i luoghi di culto, le leggi e i diritti di libertà religiosa e di parola affermati dalla Carta delle Nazioni Unite. Appello a governi e partiti di tutto il mondo e alle organizzazioni internazionali.

Melbourne (AsiaNews) - Rilasciare immediatamente i giovani cattolici e protestanti ingiustamente arrestati e processati; porre fine alla persecuzione contro la Chiesa cattolica e le altre religioni; rispettare e garantire la sicurezza dei luoghi di culto di tutte le religioni; rispettare le leggi promulgate dal governo; rispettare totalmente i diritti di libertà religiosa e di parola affermati dalla Carta delle Nazioni unite.

Queste le richieste centrali della protesta elevata a Melbourne, in Australia, dalla Federazioni dei media cattolici vietnamiti all'indomani del processo che ha visto 14 attivisti accusati di "sovversione" contro lo Stato e condannati a pene fino a 13 anni di prigione dal Tribunale del popolo di Nghe An (nella foto: cattolici davanti al tribunale), nel Vietnam centrale. "Questi arresti - afferma il documento - contraddicono sia le norme internazionali chela Costituzione e leggi del Vietnam".

La Federazione dei media cattolici vietnamiti sottolinea come "numerose organizzazioni internazionali hanno inviato petizioni, comprese Human Rights Watch (HRW), la Southeast Asian Press Alliance (SEAPA), Protection group for the press-east Asia, Vietnam Human Rights League, Centre for the Vietnamese writers in exile, la Association of Catholic in Action to Abolish Torture (ACAT), la Media Legal Defence Initiative (MLDI), e la Electronic Frontier Foundation (EFF)". "Tutti hanno chiesto l'immediato rilascio delle 14 persone che hanno confermato di essere attivisti sociali e il ritiro di tutte le accuse nei loro confronti. Le petizioni affermano che 'Queste persone stanno semplicemente esercitando i loro diritti di libertà di pensiero, parola, riunione e associazione garantiti dalle norme internazionali".

La Federazione attira poi l'attenzione sulla lettera dell'arcivescovo di Hanoi, mons. Peter Nguyen Van Nhon al Primo ministro vietnamita Nguyễn Tấn Dũng per protestare contro il tentativo delle autorità di impossessarsi del convento delle carmelitane. "L'arcivescovo di Hanoi dichiara che la Chiesa non ha mai 'trasferito' o 'donato' al governo alcuno dei suoi 95 beni attualmente utilizzati dalle autorità".

Il documento, infine, parla di "tentativi in corso da parte del governo comunista vietnamita di limitare la libertà religiosa con il decreto NĐ 92/2012/NĐ-CP, entrato in vigore all'inizio di quest'anno. Esso fornisce al governo "strumenti per rafforzare il suo controllo sulle religioni. Questo segna un'epoca difficile per tutte le religioni", "un passo indietro per l'attuazione della politica in materia di libertà religiosa".

In conclusione, affermata la propria "comunione" con la Chiesa in patria, la Federazioni dei media cattolici vietnamiti chiede a "congressi, governi, parti politiche di tutte le nazioni, organizzazioni per i diritti umani, Amnesty International, organizzazioni che si occupano della libertà e dei diritti umani in Vietnam" di "essere uniti a noi in questa lotta per i diritti umani e la libertà religiosa in Vietnam".

 

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