09/01/2013, 00.00
VIETNAM

Fino a 13 anni di prigione per i cattolici attivisti di Nghe An

Joseph Dang
Tre di loro sono stati condannati a 13 anni di prigione ciascuno; gli altri a pene da 3 a 8 anni. Appello all'Onu contro la detenzione arbitraria. Accademico Usa: La situazione si deteriora per chi è impegnato nella politica non violenta e nell'attivismo sociale.

Hanoi (AsiaNews) - Dopo due giorni di processo, oggi il Tribunale del popolo di Nghe An (nel Vietnam centrale) ha emesso la sentenza per i 14 cattolici  accusati di "sovversione" contro lo Stato. Il gruppo rischiava la pena di morte. Tre degli imputati - Hồ Đức Hòa, Đặng Xuân Diệu, Lê Văn Sơn - sono stati condannati a 13 anni di prigione ciascuno. Gli altri 11 hanno ricevuto condanne da 3 a 8 anni.

Molti gruppi cattolici in Vietnam criticano la pesante sentenza che mira a colpire la libertà di espressione.

Il gruppo dei 14 cattolici era accusato di far parte di un movimento detto Viet Tan, un gruppo non violento che sostiene la democrazia, che le autorità considerano "terrorista". Secondo testimoni del processo, gli imputati hanno spesso rivendicato che il loro impegno era solo un aiuto alla popolazione, diffondendo notizie e critiche sulla corruzione dei membri del partito e del governo e sul loro arricchirsi durante la crisi finanziaria.

Alcuni membri della comunità cattolica affermano che tutto il processo - a cui i fedeli non hanno potuto partecipare in massa (v. foto) - è stato "immorale". Esso giunge al culmine di una campagna lanciata dal primo ministro Nguyen Tan Dung, per fermare la dissidenza e la diffusione di notizie da parte di blogger. Per colpire anche i cristiani, cattolici e protestanti,  egli avrebbe stabilito "la quota" di cristiani da arrestare. Molti degli arrestati sono stati presi dalla polizia, a caso, andando a visitare le chiese durante i servizi liturgici.

Gli avvocati difensori dei 14 cattolici, hanno anche affermato che i loro clienti hanno subito torture e sono stati costretti ad auto-accusarsi.

Fra i 14 , 11 di loro appartengono a un gruppo di 17 che ha inviato un appello al gruppo Onu contro la detenzione arbitraria.

La settimana scorsa, Allan Weiner, professore di legge alla Stanford University (Usa), inviando un aggiornamento all'Onu sul loro caso, ha sottolineato che il governo di Hanoi "su basa sempre di più sulla detenzione per sopprimere i diritti umani universali". Il caso dei 17 - ha aggiunto - mostra che  per l'impegno politico non violento e l'attivismo sociale, la situazione in Vietnam si sta "deteriorando" sempre di più

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