18/05/2016, 08.54
STATI UNITI – COREA DEL NORD

Donald Trump apre a un meeting con Kim Jong-un

Il miliardario americano, probabile candidato repubblicano alle prossime presidenziali americane, ha detto: “Non avrei alcun problema a incontrarlo. Proprio nessuno”. Sul tavolo dell’ipotetico summit ci sarebbero il programma nucleare di Pyongyang e il rapporto con la Cina: “Metterei un’enorme pressione su Pechino. Abbiamo un potere immenso dal punto di vista economico”. La sfidante, Hillary Clinton, commenta: “Ha un bizzarro amore per gli uomini forti stranieri”.

Seoul (AsiaNews) – Il candidato repubblicano alle prossime elezioni presidenziali americane, Donald Trump, ha dichiarato la propria disponibilità a incontrare il dittatore nordcoreano Kim Jong-un. Lo scopo del meeting – una prima assoluta dalla creazione della Corea del Nord – sarebbe quello di cercare una soluzione per fermare il programma nucleare di Pyongyang e pianificare una strategia comune per i rapporti con la Cina. Nel corso di un’intervista rilasciata presso la Trump Tower di New York, ha chiarito: “Non avrei alcun problema a incontrarlo. Proprio nessuno”.

La dichiarazione del miliardario statunitense è stata accolta da una variegata gamma di reazioni, che vanno da quella della sua presunta sfidante Hillary Clinton – “ha un bizzarro amore per gli uomini forti stranieri” – a quella di un anonimo funzionario del ministero sudcoreano degli Esteri, che si è limitato a un “credo sia uno scherzo”. Il riferimento della Clinton è agli apprezzamenti reciproci che si sono scambiati un mese fa il suo avversario e il presidente Vladimir Putin, definito dal candidato repubblicano “un uomo che rispetto”.

Oltre al programma nucleare di Pyongyang, al centro della nuova politica ufficiale dal regime, Trump vorrebbe trovare con Kim Jong-un una “strategia comune” per i rapporti con la Cina. Pechino e Washington sono legate da un interscambio commerciale che vale centinaia di miliardi di dollari l’anno, che sarebbe però sbilanciato a favore del Dragone: sempre secondo Trump, questo rapporto rappresenta “uno stupro”. Ecco perché egli prevede di poter premere su colosso asiatico per trovare una strada: “Metterei un’enorme pressione sulla Cina, perché dal punto di vista economico abbiamo un potere enorme”.

I rapporti fra Stati Uniti e Corea del Nord sono fra i peggiori del pianeta. I due non hanno rapporti diplomatici o commerciali sin dal 1950, anno in cui scoppiò la Guerra di Corea che divise in due la penisola. Inoltre, Washington è sempre stata – insieme a Seoul – il bersaglio prediletto della propaganda politica nordcoreana, della retorica dei suoi leader e persino del programma missilistico interno. Ogni test bellico del regime dei Kim viene valutato a seconda della sua capacità di colpire obiettivi militari americani.

Le canzoni che si cantano durante la grande celebrazione dell’Arirang a Pyongyang – uno spettacolo di massa che si svolge fra agosto e settembre, ispirato da una canzone folk molto amata nella penisola – augurano alle donne americane di venire violentate dagli animali, alla nazione intera di essere colpita da una pioggia di fuoco e dalla carestia, e agli uomini di perdere occhi e genitali. Durante la Guerra di Corea e negli anni successivi, fantocci vestiti come lo Zio Sam venivano picchiati e dati alle fiamme dai bambini delle elementari nordcoreane.

Il difficile rapporto bilaterale è peggiorato da quando Pyongyang ha iniziato ad arrestare, spesso con accuse pretestuose, cittadini americani in visita sul proprio territorio. Condannati a lunghissimi anni di lavori forzati e mostrati con grande enfasi sulla televisione di Stato mentre “confessano”, questi vengono regolarmente rilasciati grazie alle “pressioni” degli Usa, che spesso si traducono in versamenti di denaro o fornitura di altri generi di prima necessità.

Va infine considerato il rapporto privilegiato fra Seoul e Washington. La Corea del Sud è stata per anni una sorta di “protettorato” americano, e ancora oggi circa 53mila marines dell’esercito Usa sono stanziati nella parte meridionale della penisola. I due Paesi hanno stipulato un accordo di libero commercio e hanno facilitazioni per il trasporto di merci e di persone. Ogni anno, i giochi di guerra che si svolgono fra i due eserciti scatenano la propaganda di Pyongyang.

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