05/07/2017, 08.52
CINA
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Dottori stranieri invitati in Cina a curare il ‘sovversivo’ Liu Xiaobo, Premio Nobel per la pace

di Wang Zhicheng

Gli esperti di medicina provengono da Stati Uniti e Germania. Speranze che il dissidente possa essere portato all’estero per le cure. Lettera aperta ai leader del G20 perché premano su Xi Jinping, che sarà presente all’incontro di Amburgo. Visitatori all’ospedale non hanno trovato il malato.

Pechino (AsiaNews) - La Cina ha invitato medici esperti dagli Stati Uniti e dalla Germania per aiutare nelle cure il dissidente Liu Xiaobo, malato di cancro terminale.

Liu, 61 anni, è stato condannato a 11 anni di prigione per “sovversione contro il potere dello Stato” per aver scritto la petizione di Carta ’08, che chiedeva riforme politiche, democrazia e libertà religiosa per il Paese. Mentre era in prigione, nel 2010 Liu è stato insignito del Premio Nobel per la pace.

Soggetto a isolamento per molto tempo, lo scorso maggio gli è stato diagnosticato un cancro allo stadio terminale e per questo, pur rimanendo un prigioniero “sovversivo” (come lo ha definito la stampa del Partito), è stato ricoverato in un ospedale a Shenyang (Liaoning). Molti suoi amici accusano il governo di aver intenzionalmente ritardato la diagnosi e le cure.

Secondo una fonte vicina alla famiglia - citata da Reuters - l’invito a dottori dagli Usa e dalla Germania può far pensare che la Cina stia pensando di trasferire Liu in uno di questi due Paesi, ma le rispettive ambasciate a Pechino non hanno espresso alcun commento.

L’idea di un possibile trasferimento all’estero di Liu è suggerita anche da fonti locali di AsiaNews.

Finora, alle richieste di diplomatici dagli Stati Uniti e dall’Unione europea, il ministero degli esteri ha risposto che la malattia di Liu è “un affare interno della Cina” e che i Paesi stranieri non dovrebbero immischiarsi.

Nel fine settimana, il 7 e l’8 luglio, il presidente Xi Jinping dovrebbe recarsi ad Amburgo per un incontro del G20. Molti gruppi per i diritti umani stanno preparando manifestazioni e petizioni.

Un insieme di gruppi per i diritti umani ha diffuso oggi una lettera aperta chiedendo ai leader del G20 di premere sulla Cina per il rilascio senza condizioni di Liu Xiaobo, garantendogli la libertà di andare all’estero, dove lui vuole.

Secondo fonti diplomatiche, la Cina è nervosa che il problema di Liu Xiaobo possa portare danni di immagine a Xi, che sta cercando di presentare se stesso e il suo Paese come modelli per la difesa dell’ambiente e la lotta ai cambiamenti climatici, come pure per la globalizzazione e il libero commercio.

Ieri, anche Zeid Ra'ad al-Hussein, Alto commissario Onu per i diritti umani ha incontrato rappresentanti cinesi, chiedendo clemenza e rispetto per Liu.

Un fatto preoccupante è che in questi giorni molte persone hanno cercato di visitare Liu all’ospedale di Shenyang, ma il personale dell’ospedale ha detto loro che Liu non c’è. Sui social sono però presenti foto che ritraggono il malato insieme alla moglie (v. foto) e attorniato da alcuni medici.

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