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  • » 03/07/2017, 11.15

    CINA

    Bao Tong: Il governo cinese responsabile per la mancanza di cure a Liu Xiaobo



    Per il grande statista le autorità carcerarie hanno trascurato in modo deliberato la gravità della malattia per molto tempo. Un “omicidio deliberato”. Bao e altri amici domandano a Xi Jinping di liberare Liu Xiaobo con un’amnistia. Ma per il Global Times Liu deve ancora scontare la prigione perché “sovversivo”.

    Pechino (AsiaNews/Rfa) - Bao Tong, il più stretto collaboratore del defunto premier cinese Zhao Ziyang, punta il dito contro il governo del Partito comunista cinese perché ha concesso al Premio Nobel Liu Xiaobo di avere cure solo quando il suo cancro era giunto all’ultimo stadio, ormai inoperabile. Egli ha detto che il ritardo è stato “deliberato”.

    Dopo che Zhao Ziyang è stato dimesso, Bao ha subito una condanna a sette anni di prigione per essersi opposto anche lui al massacro di Tiananmen nel giugno 1989. Incontrando alcuni giornalisti egli ha detto che il governo è responsabile per aver trascurato Liu e il suo cancro diagnosticato in maggio, mentre subiva una condanna ad 11 anni di prigione per “sovversione”, per aver domandato un governo costituzionale, con la stesura del documento di Carta ‘08.

    “Come è possibile che essi non sapessero nulla allo stadio iniziale, alo stadio finale, fino ad arrivare allo stadio terminale? Il governo è responsabile per questo” ha detto Bao.

    Dopo la prigionia Bao Tong ha vissuto per alcuni periodi agli arresti domiciliari e tuttora è sottoposto a sorveglianza continua. Egli ha ribadito che le autorità sono responsabili per non aver diagnosticato in tempo la malattia di Liu.

    “Lo sviluppo del cancro al fegato dallo stadio iniziale fino al come non è un processo immediato” ha detto. “Esso impiega un certo numero di anni, e le autorità devono averlo tenuto nascosto al prigioniero per tutto il tempo. Io penso si sia agito in modo deliberato”.

    “Alcune persone parlano di omicidio deliberato, e io penso che questa espressione sia un modo molto franco di dire le cose”.

    “Da parte loro ciò è estremamente irresponsabile e la prigione dovrebbe essere ritenuta responsabile ai più alti livelli… Questo ci rivela la realtà del sistema carcerario cinese”.

    “Ho parlato con alcuni amici di questo problema, dopo che abbiamo sentito la notizia”, ha aggiunto Bao. “Noi pensiamo di chiamare il presidente per chiedere a lui un’amnistia, perché [Liu] è stato condannato nel 2009, durante la leadership precedente. Penso che la presente leadership dovrebbe dargli un po’ di respiro”.

    Non c’è più nulla da fare

    Liu Xia, la moglie di Liu Xiaobo, è rimasta agli arresti domiciliari e in prolungato isolamento nella loro casa a Pechino dal tempo dell’annuncio dell’assegnazione del Premio Nobel per la pace 2010. La donna ha dichiarato che chemioterapia, radioterapia e intervento chirurgico sono da escludere come trattamento, dato che il cancro di suo marito è ormai diffuso.

    Al diffondersi della notizia che Liu, allo stadio finale del cancro al fegato, era stato trasferito in un ospedale della provincia nord-orientale del Liaoning, avvocati cinesi e internazionali per i diritti umani chiedono il rilascio senza condizioni dell’attivista democratico.

    Bao Tong è d’accordo che a Liu sia permesso di andare all’estero per le cure, se questa è la sua volontà. “Se il paziente desidera cercare dei trattamenti all’estero, penso che a nessun governo o forza politica dovrebbe essere permesso di ostacolare questa richiesta”, ha detto.

    “Partiti politici e governi dovrebbero funzionare per proteggere i diritti dei loro cittadini, non per ostacolarli. Altrimenti essi non sono efficaci come partiti o come governi”.

    Bao ha blandito i commenti del ministero degli esteri cinesi che mette in guardia la comunità internazionale perché non interferisca negli “affari interni” della Cina.

    “Tutto il potere della Repubblica popolare cinese deriva dal popolo”, ha commentato Bao. “Com’è possibile che il portavoce del ministero degli esteri, che dovrebbe attuare la costituzione del Paese, non conosca le disposizioni che vi sono in essa, riguardo ai diritti dei suoi cittadini?”.

    I media di Stato cinesi hanno confermato che Liu non è stato rilasciato. Il Global Times - legato al “Quotidiano del popolo”, organo ufficiale del Partito comunista - ha detto che “bisogna sottolineare che a Liu è stato dato il permesso di curarsi, ma non è stato liberato”. “le sue attività, al di là delle sue cure mediche, sono tuttora soggette alla supervisione delle autorità carcerarie… Le sue azioni saranno quindi ristrette secondo la legge”.

    In un commento, il giornale afferma che Liu ha cercato di “rovesciare il sistema politico cinese”.

    “Liu - aggiunge il giornale - è stato troppo tempo separato dalla società cinese… Sebbene egli sia stato insignito del Premio Nobel per la pace, è probabile che egli si trovi davanti al finale di una tragedia”.

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