22/06/2011, 00.00
EGITTO
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Dubbi sul nuovo volto “moderato” del grande imam di Al-Azhar

Ahmed Al-Tayeb apre allo Stato laico. Secondo lui non è in contraddizione con la legge islamica. Fonti di AsiaNews: il pluralismo di Al Azhar e Fratelli musulmani serve per raccogliere consensi in vista delle elezioni.
Il Cairo (AsiaNews) – Ahmed Al – Tayeb, grande imam dell’Università islamica di Al –Azhar, si confronta con il futuro dell’Egitto e spiega che l’islam non è in contraddizione con la laicità dello Stato. In un documento pubblicato nei giorni scorsi e giudicato storico da diversi giornali governativi, il leader religioso ha sottolineato che la legge islamica non prevede uno Stato guidato da personalità religiose. Il grande imam spiega che l’islam aiuterà l’Egitto a diventare un Paese pluralista e tollerante nei confronti delle minoranze religiose.

La posizione a favore di pluralismo e laicità di Al- Azhar e di parte dei Fratelli musulmani non convince e per molti sembra un trucco per raccogliere voti e consensi fra coloro che non vogliono uno Stato islamico. Fonti di AsiaNews fanno notare che Al – Tayeb è da sempre favorevole all’articolo n.2 della Costituzione, che vede la sharia come principale fonte del diritto. Le sue aperture sono inoltre in contraddizione con gli insegnamenti e il ruolo storico dell’Università islamica in difesa delle leggi e dei principi religiosi.

“Dopo la rivoluzione dei gelsomini – afferma la fonte – tutti i partiti hanno iniziato a inneggiare allo Stato laico, alla divisione fra religione e politica, alla difesa delle minoranze. Gli stessi Fratelli musulmani hanno fondato un partito che propone questi principi”. La fonte fa però notare la feroce campagna contro “i nemici dell’islam” organizzata a marzo in occasione del referendum per la modifica costituzionale.

“A tutt’oggi la maggioranza degli egiziani non vuole uno Stato islamico – afferma la fonte - in molti sono in dubbio sulla buona fede e sul suo nuovo volto moderato di Al-Azhar e Fratelli musulmani, che potrebbe cambiare in modo radicale dopo le elezioni di settembre”. (S.C.)
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