10/11/2020, 15.51
VATICANO
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Errori, sottovalutazioni e falsità hanno segnato la vicenda McCarrick

Pubblicato il“Rapporto sulla conoscenza istituzionale e il processo decisionale della Santa Sede riguardante l’ex Cardinale Theodore Edgar McCarrick (dal 1930 al 2017)”. Il card. Parolin: “Pubblichiamo il Rapporto con dolore per le ferite che la vicenda ha provocato alle vittime, ai loro familiari, alla Chiesa negli Stati Uniti, alla Chiesa Universale”.

Città del Vaticano (AsiaNews) – “Errori, sottovalutazioni e informazioni incomplete e parziali alla Santa Sede” accanto a falsi giuramenti e giudizi positivi sull’attività pastorale. E’ così che il Vaticano spiega come è potuto accadere che Theodore Edgar McCarrick sia divenuto vescovo, arcivescovo e cardinale, un cardinale particolarmente influente, negli Stati Uniti e non solo. E’ quanto vuole spiegare il “Rapporto sulla conoscenza istituzionale e il processo decisionale della Santa Sede riguardante l’ex Cardinale Theodore Edgar McCarrick (dal 1930 al 2017)” pubblicato oggi dalla Segreteria di Stato della Santa Sede.

Contemporaneamente esce una dichiarazione del Segretario di Stato, card. Pietro Parolin, che scrive: “Pubblichiamo il Rapporto con dolore per le ferite che la vicenda ha provocato alle vittime, ai loro familiari, alla Chiesa negli Stati Uniti, alla Chiesa Universale”. E ricorda che nella sua “Lettera al Popolo di Dio dell’agosto 2018, il Santo Padre Francesco scriveva, a proposito degli abusi sui minori: ‘Con vergogna e pentimento, come comunità ecclesiale, ammettiamo che non abbiamo saputo stare dove dovevamo stare, che non abbiamo agito in tempo riconoscendo la dimensione e la gravità del danno che si stava causando in tante vite’”.

“Dalla lettura del documento – scrive ancora il card. Parolin - emergerà che tutte le procedure, compresa quella della nomina dei Vescovi, dipendono dall’impegno e dall’onestà delle persone interessate. Nessuna procedura, anche la più perfezionata, è esente da errori, perché coinvolge le coscienze e le decisioni di uomini e di donne”. E’ così che si spiega, almeno in parte, la quiescenza che ha accompagnato il comportamento “predatorio” dell’ex cardinale verso seminaristi e sacerdoti, minori e maggiorenni.

Ora, dalle 461 pagine tratte dalla documentazione della Santa Sede, della nunziatura di Washington, delle diocesi Usa coinvolte e da oltre novanta interviste a testimoni e vittime, appare in primo luogo come la normativa canonica esistente fino a quest’anno abbia evitato all’allora mons. McCarrick di evitare la repressione della Santa Sede e, anzi, di essere promosso.

Le lettere anonime che negli anni ’90 parlavano di abusi, non furono credute, proprio perché anonime. Nel Rapporto si aggiunge che Giovanni Paolo II, che lo nominò arcivescovo di Washington e poi cardinale, non solo ebbe giudizi favorevoli di consiglieri da entrambe lo sponde dell’Atlantico, ma che “sembra potersi presumere che la passata esperienza di Giovanni Paolo II in Polonia, relativa a false accuse contro i Vescovi per minare il ruolo della Chiesa, abbia inciso sulla sua inclinazione a dare credito alle smentite di McCarrick” che affermava di non essere mai stato coinvolto in “cattiva condotta sessuale”. E il Rapporto dice peraltro che nessuna delle persone consultate nei procedimenti di nomina dette indicazioni negative su McCarrick, definito, anzi, “gran lavoratore”.

Non a caso, le disposizioni canoniche prese tra il 2018 e il 2019 prevedono, tra l’altro, che le denunce anonime non vengano accantonate. L’unico denuncia non anonima esistente nel 2000, quando venne nominato a Washington, era quella indicata come di “Prete 1”. Ma il denunciante non fu creduto, in quanto “aveva precedentemente abusato di due adolescenti”.

Quando nel 2005 giungono nuove accuse di abusi Benedetto XVI chiede le dimissioni al cardinale che nel 2006 lascia la diocesi di Washington. Proprio l’essere ormai McCarrick un vescovo emerito – che peraltro sul suo “giuramento di vescovo” affermò che le accuse erano false - e non essendoci notizie di vittime minorenni, fanno decidere di non aprire un formale processo canonico.

Al cardinale fu “raccomandato” prima oralmente, poi per iscritto, di tenere una vita ritirata. Raccomandazione ignorata dal porporato che continuò ad avere impegni pubblici e a viaggiare.

Fino al 2017, quando “l’Arcidiocesi di New York apprese la prima accusa conosciuta di abuso sessuale di una vittima di età inferiore ai 18 anni compiuto da McCarrick agli inizi degli anni ’70. Poco dopo che l’accusa fu ritenuta credibile, Papa Francesco chiese le dimissioni di McCarrick dal Collegio dei Cardinali”.

La Dichiarazione del card. Parolin ricorda che nella Lettera al Popolo di Dio, legata alla vicenda McCarrick, papa Francesco ha scritto: “Guardando al passato, non sarà mai abbastanza ciò che si fa per chiedere perdono e cercare di riparare il danno causato" e "Guardando al futuro, non sarà mai poco tutto ciò che si fa per dar vita a una cultura capace di evitare che tali situazioni non solo non si ripetano, ma non trovino spazio per essere coperte e perpetuarsi. Il dolore delle vittime e delle loro famiglie è anche il nostro dolore, perciò urge ribadire ancora una volta il nostro impegno per garantire la protezione dei minori e degli adulti in situazione di vulnerabilità”. (FP)

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