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    » 14/01/2009, 00.00

    CINA - VATICANO

    Esce il volume “La Cina di Mao processa la Chiesa”

    Mons. Claudio Celli

    È l’ultima opera di p. Angelo Lazzarotto, Pime. Uno studio storico basato su documenti esclusivi, sulla vita dei missionari del Pime nell’Henan, sull’impatto e la persecuzione del maoismo sul clero straniero e sulla comunità cattolica locale, fino ad accennare alle timide aperture di oggi e al tentativo mai sopito nel Partito di costruire una Chiesa indipendente dalla Santa Sede. Pubblichiamo qui l’introduzione a cura di mons. Claudio Celli, fra i maggiori conoscitori della Cina in ambito vaticano. Il volume sarà in vendita dal 26 gennaio.(LAZZAROTTO A., La Cina di Mao processa la Chiesa, Emi, Bologna, 2009, pp 528, euro 20).

    Città del Vaticano (AsiaNews) - Il 24 ottobre 2001, in un messaggio ai partecipanti al Convegno Internazionale “Matteo Ricci: Per un dialogo tra Cina e Occidente” il Papa Giovanni Paolo II così scriveva: “La Chiesa non deve aver paura della verità storica ed è disposta - pur con intima sofferenza - ad ammettere le responsabilità dei suoi figli. Ciò vale anche per quanto riguarda i suoi rapporti, passati e recenti, con il Popolo cinese.

    La verità storica deve essere ricercata con serenità ed imparzialità e in modo esaustivo. E' un compito importante, di cui si devono fare carico gli studiosi e al cui svolgimento potete contribuire anche voi, che siete particolarmente addentro alla realtà cinese. Posso assicurare che la Santa Sede è sempre pronta ad offrire la propria disponibilità e collaborazione in questo lavoro di ricerca.”

    Credo che la pregevole opera del P. Angelo Lazzarotto, PIME, possa e debba essere letta in questa prospettiva. Si tratta, infatti, di un approfondimento storico dell’esperienza umana, religiosa ed evangelizzatrice di un gruppo di missionari italiani del PIME, (secondo i dati fornitici, in quegli anni  il PIME aveva in Cina 153 missionari, dei quali 5 erano vescovi, 139 sacerdoti e 9 erano fratelli laici) nella provincia rurale del Henan, situata nel cuore della Cina.

    L’arco di tempo esaminato non è molto lungo, - dal 1937 alla prima metà degli anni ’50 - ma riveste, da un punto di vista politico ed ecclesiale, un profondo interesse. La prima data è legata alla invasione nipponica, che  influì pesantemente sulla vita della popolazione cinese, e dei vicariati apostolici di Nanyang, Kaifeng e Weihui (oggi Anyang), affidati ai sacerdoti del PIME. La seconda vede l’allontanamento definitivo dei missionari da quei territori da parte delle autorità della Repubblica Popolare Cinese.

    L’opera del P. Lazzarotto segue passo passo ed accuratamente l’attività evangelizzatrice nei tre vicariati mettendo in risalto la dedizione generosa di quei missionari, il fiorire di tante iniziative apostoliche e sociali (scuole, ospedali, orfanotrofi etc.) nonostante le sempre più gravi difficoltà legate a quei particolari momenti storici, così complessi e turbolenti.

    La precisa analisi del P. Lazzarotto non può non prendere in considerazione la politica religiosa del nuovo governo cinese e le sue inevitabili ripercussioni sulla vita della comunità ecclesiale nel Henan e nell’intero paese.

    Il P. Lazzarotto, con un incedere sereno ed attento al cammino storico di quelle comunità e dei loro pastori, mette in risalto come l’annuncio della Parola è avvenuto tra tante sofferenze originate da varie situazioni, non certamente dipendenti dalla Chiesa stessa o dai suoi responsabili. Anche in Henan la situazione storica con i suoi sviluppi politici non sempre ha trovato piena chiarezza di giudizio e di comportamento. Limiti ai quali già faceva riferimento il Papa Giovanni Paolo II nel menzionato Messaggio: “La storia, però ci ricorda purtroppo che l’azione dei membri della Chiesa in Cina non è stata sempre esente da errori, frutto amaro dei limiti propri dell'animo e dell'agire umano, ed è stata per di più condizionata da situazioni difficili, legate ad avvenimenti storici complessi e ad interessi politici contrastanti. In alcuni periodi della storia moderna, una certa "protezione" da parte di potenze politiche europee non poche volte si rivelò limitativa per la stessa libertà d'azione della Chiesa ed ebbe ripercussioni negative per la Cina: situazioni ed avvenimenti, che influirono sul cammino della Chiesa, impedendole di svolgere in pienezza - a favore del Popolo cinese - la missione affidatale dal suo Fondatore, Gesù Cristo”.

    Emergono i vari contorni umano-religiosi-ecclesiali di coloro che vi furono coinvolti. Come scriveva al Papa Giovanni Paolo II un cattolico cinese: “durante la tempesta il nostro albero ha perduto molte foglie”; ma è pur vero che ben più numerose sono state le eroiche testimonianze di fedeltà al Cristo Signore, alla Chiesa e al Successore di Pietro. In molti casi si è trattato di eroi silenziosi che hanno seguito Cristo crocifisso e che con il loro comportamento hanno fatto si che la Chiesa abbia potuto radicarsi in territorio cinese.

    In vari passaggi della Sua Lettera alla Chiesa Cattolica nella Repubblica Cinese (27 maggio 2007) il Papa Benedetto XVI ricorda “la sofferta testimonianza di fedeltà, offerta dalla comunità cattolica cinese in circostanze veramente difficili” (n.4) con particolare riferimento anche a quei membri dell’Episcopato cinese che “hanno subito la persecuzione e sono stati impediti nell’esercizio del loro ministero, e alcuni di loro hanno reso feconda la Chiesa con l’effusione del proprio sangue”. (n. 8)

    È questa Chiesa, maturata nel crogiolo della sofferenza, che è chiamata a testimoniare Cristo, “a guardare in avanti con speranza e a misurarsi – nell’annuncio del Vangelo – con le nuova sfide che il Popolo cinese deve affrontare” (ibidem, n. 3)! I cattolici chiedono alle autorità solamente di garantire loro di poter godere di un sempre più pieno esercizio della loro fede, nel rispetto di una autentica libertà religiosa.

    Infine un grande ringraziamento al P. Lazzarotto che, con passione ed amante della Chiesa in Cina, ci ha fatto conoscere belle pagina della vita delle missioni PIME in Henan.

    + Claudio Celli

    Arcivescovo Titolare di Civitanova

    Presidente Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali

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