06/12/2017, 08.56
ISRAELE-USA

Ex-ambasciatori israeliani a Trump: non riconosca Gerusalemme come capitale d’Israele

La situazione di Gerusalemme deve essere trattata nel processo di risoluzione globale. I leader arabi e non solo mettono in guardia sui pericoli della decisione. Trump annuncerà la decisione quest’oggi. A rischio la pace nella regione.

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Ex-ambasciatori, universitari e attivisti, in tutto 25 israeliani hanno scritto a Donald Trump per fermare la sua possibile decisione   di riconoscere in modo unilaterale Gerusalemme come capitale di Israele. L’appello è stato recapitato con una lettera consegnata a Jason Greenblatt, emissario per il Medio oriente del presidente Usa.

La missiva è firmata dal “The Policy Working Group”, che comprende ex-diplomatici israeliani come Ilan Baruch, Alon Liel e Elie Barnavi. “Siamo profondamente preoccupati dalle recenti notizie secondo le quali il presidente Trump starebbe davvero valutando di riconoscere in modo unilaterale Gerusalemme come capitale di Israele… Lo status di Gerusalemme, la città che ospita i luoghi santi delle tre religioni monoteiste, è al cuore del conflitto israelo-palestinese”, ricorda il gruppo, che sottolinea che tale situazione debba essere trattata all’interno di un processo di risoluzione globale del conflitto.

“Una dichiarazione del presidente [americano] che riconosca Gerusalemme come capitale d’Israele, del tutto incurante delle aspirazioni palestinesi al riguardo, aggraverebbe lo squilibrio fra le due parti, pregiudicherebbe gravemente le possibilità di pace e potrebbe infiammare tutta la regione”, avvertono i firmatari.

L’Autorità palestinese, interlocutrice della comunità internazionale e di Israele, rivendica Gerusalemme est come la capitale di un futuro Stato palestinese indipendente. Per i palestinesi, la decisione di trasferire l’ambasciata equiparerebbe a un “bacio della morte” allo soluzione dei due Stati.

Ieri l’inquilino della Casa Bianca ha informato il presidente palestinese Mahmoud Abbas e il re di Giordania della sua “intenzione” di procedere al controverso trasferimento contro cui diversi Paesi della regione si sono opposti. Quest’oggi, all’1.00 di Washington, il presidente americano annuncerà in modo formale la propria decisione a dispetto degli ammonimenti giunti da tutto il mondo arabo, ma anche da Francia, Germania, e altri Paesi.

“Signor Trump, Gerusalemme è una linea rossa per i musulmani”, ha avvertito il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Mahmoud Abbas, da parte sua, ha messo in guardia Trump sulle “pericolose conseguenze di una simile decisione sul processo di pace, sulla sicurezza e la stabilità nella regione e nel mondo”. L’Arabia Saudita ha espresso “profonda inquietudine”, mentre il direttore della Lega araba, Ahmed Abul Gheit, giudica “pericolosa” una possibile risoluzione americana su Gerusalemme.

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