In Iran e Libano oltre 600 i morti nei raid. Teheran: chiuso stretto di Hormuz
Le notizie di oggi: l'Onu denuncia 42 vittime civili in Afghanistan nei raid di Islamabad. India e Canada firmano accordi anche sul nucleare dopo la rottura sul caso dell'assassinio del leader sikh. Parlamento Malysia boccia il limite di due mandati per il premier voluto da Anwar. Anche il patriarca di Mosca Kirill ha inviato un messaggio di cordoglio per Khamenei.
MEDIO ORIENTE
Mentre continuano i bombardamenti aerei israeliani e americani in Iran e in Libano, che secondo fonti di Teheran avrebbero già ucciso oltre 600 persone, le autorità saudite affermano che due droni hanno colpito l’ambasciata degli Stati Uniti a Riyadh, provocando un incendio di entità limitata e danni minori. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la campagna militare contro l’Iran potrebbe durare circa quattro settimane, affermando che Washington farà tutto il necessario per distruggere le capacità missilistiche e nucleari di Teheran. L’Iran ha colpito infrastrutture energetiche in tutto il Golfo, facendo impennare i prezzi globali di petrolio e gas. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane afferma anche che lo Stretto di Hormuz – attraverso il quale transita un quinto del consumo mondiale di petrolio – è ora “chiuso” e avverte che qualsiasi nave che tenterà di attraversarlo sarà attaccata.
IRAN-RUSSIA
Anche il patriarca ortodosso di Mosca Kirill (Gundjaev), dopo il presidente Vladimir Putin, ha inviato al presidente dell’Iran, Masud Pezeshkyan, un messaggio di condoglianze per la morte dell’ayatollah Ali Khamenei, definendolo “un uomo di profonde convinzioni religiose, leader nazionale e spirituale, uomo di grande forza e carattere” e concludendo con la preghiera che “Dio misericordioso doni ai suoi e a tutto il popolo iraniano la forza e il coraggio di resistere”.
AFGHANISTAN-PAKISTAN
Sono almeno 42 i civili uccisi e 104 i feriti in Afghanistan nei combattimenti con il Pakistan in corso dal 26 febbraio. A denunciarlo è la Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA), mentre il conflitto militare tra i due Paesi è entrato nel suo sesto giorno. Le tensioni militari tra i due Paesi restano elevate, con l’Afghanistan che ha affermato di aver catturato un’altra postazione pakistana nella regione di Kandahar e che i combattimenti tra gli alleati diventati nemici erano “ancora in corso”.
INDIA-CANADA
Durante la visita del premier canadese Mark Carney a New Delhi India e Canada hanno annunciato una serie di accordi, tra cui un’intesa decennale sull’energia nucleare e altre su settori come tecnologia, minerali critici, spazio, difesa e istruzione. Carney ha anche annunciato l’intenzione di concludere entro la fine del 2026 un accordo di libero scambio, in preparazione da anni, che oggi ridurrebbe l’esposizione dei due Paesi ai dazi commerciali degli Stati Uniti. I due governi stanno cercando di ricucire i rapporti, che si erano deteriorati quando il suo predecessore Justin Trudeau aveva accusato Delhi di essere collegata all’assassinio nel 2023 del separatista sikh Hardeep Singh Nijjar in territorio canadese.
CINA
La Cina ha rimosso altri tre ex-generali del suo esercito - Han Weiguo, Gao Jin e Liu Lei - dalla Conferenza Consultiva Politica del Popolo Cinese (CPPCC). Il provvedimento è arrivato proprio alla vigilia della sua riunione nell’ambito delle cosiddette “Due sessioni”, l’appuntamento politico più importante che si apre domani. Le autorità non hanno fornito spiegazioni per le destituzioni, che tuttavia arrivano mentre nelle ultime settimane si è intensificata l’epurazione dei vertici militari in Cina.
MALAYSIA
La camera bassa del Parlamento della Malaysia ha respinto un emendamento costituzionale che avrebbe limitato il mandato del primo ministro a due mandati, con un massimo di 10 anni per qualsiasi individuo nella carica di primo ministro. Il provvedimento faceva parte dell’agenda di riforme della coalizione di governo del primo ministro Anwar Ibrahim. Il disegno di legge è stato respinto poiché i 146 parlamentari che hanno votato a favore sono risultati inferiori di appena due voti rispetto alla maggioranza dei due terzi necessaria per approvare l’emendamento. Anche il disegno di legge per separare le cariche di procuratore generale e di pubblico ministero - un’altra delle riforme promesse da Ibrahim – è stato rimandato in commissione per ulteriori analisi.
RUSSIA
In molte città russe sono state rivolte alle autorità richieste di permessi per manifestazioni pubbliche di protesta contro la chiusura del messenger Telegram, che in teoria hanno il diritto di essere organizzate, ma vengono negate con le ragioni più varie: a Mosca per le limitazioni anti-Covid, a Irkutsk per “eccessiva attenzione del pubblico al tema”, a Novosibirsk per “sanificazione degli alberi” nel parco richiesto, poi per blocco al traffico, terrorismo e altro.





