26/05/2011, 00.00
PAKISTAN
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Faisalabad, violenze anticristiane: tombe profanate, giovane violentata dal branco

Proprietari terrieri musulmani hanno utilizzato trattori per arare un terreno su cui sorge un cimitero cristiano. L’obiettivo è la confisca illegale. Madre 29enne narcotizzata e violentata da sei persone. In entrambi i casi la polizia copre i criminali. Sacerdote a Faisalabad: il governo deve intervenire.
Faisalabad (AsiaNews) – Un gruppo di tombe profanate e una giovane costretta a subire gli abusi sessuali di gruppo per tutta una notte. E in entrambi i casi le forze di polizia non accolgono le denunce e permettono ai colpevoli di restare impuniti. Sono ormai episodi di cronaca quotidiana, le violenze anti-cristiane che si ripetono contro la minoranza religiosa in Pakistan. Che si tratti di azioni atte a impossessarsi di terreni e proprietà rimanendo impuniti o attacchi mirati contro singoli indifesi, per le vittime non vi è la possibilità di ottenere giustizia. La progressiva “islamizzazione” del Paese è un dato sempre più evidente, in particolare nella popolosa provincia del Punjab.  
 
Il Pakistan Christian Post (Pcp) riferisce che un gruppo di proprietari terrieri musulmani ha profanato e distrutto alcune tombe in un cimitero cristiano, arando il terreno su cui si trovavano con trattori. Hanno colpito a una profondità tale da scoperchiare le bare e far emergere ossa umane. Il fatto è avvenuto ieri a Chak Jhumra, Faisalabad, nella provincia del Punjab. La polizia non ha voluto aprire un’inchiesta; i proprietari terrieri musulmani, nel frattempo, hanno minacciato i cristiani, intimando loro di ritirare le denunce.
 
Della vicenda si occupa la sezione di Faisalabad della Commissione nazionale di Giustizia e Pace della Chiesa cattolica pakistana (Ncjp). Gli attivisti hanno visitato le tombe profanate e raccolto le prove. Intanto un musulmano ha avviato un’azione legale, rivendicando il possesso dei terreni. La prima udienza è il programma il 13 giugno.
 
P. Joseph Jamil, sacerdote a Faisalabad, condanna con forza le violenze ai danni dei cristiani e conferma che “la Chiesa segue da vicino la vicenda”. Egli sottolinea ad AsiaNews che “i proprietari terrieri e gli estremisti sono molto attivi nel colpire la minoranza cristiana nel Punjab”; proprio “nella parte centrale della provincia si registrano il maggior numero di attacchi”. Il sacerdote punta il dito contro il governo, che “deve farsi carico della situazione” e difendere la minoranza.
 
A conferma del clima di violenze, a Faisalabad emerge solo ora il dramma di una 29enne cristiana sequestrata da un collega di lavoro musulmano, malmenata, narcotizzata e costretta a subire violenza sessuale di gruppo. Afshan Sabir lavorava come operaia ed è madre di tre figli. I ripetuti abusi si sono verificati la notte del 27 marzo, in una zona non identificata di Gojra. Al risveglio la donna, in stato di semi-incoscienza, ha chiesto aiuto e ha tentato di sporgere denuncia alle forze dell’ordine. Tuttavia, la polizia non ha voluto aprire un’inchiesta e ha complottato con gli stupratori per insabbiare il caso.
 
Anche in questo caso è intervenuta la sezione locale di Ncjp, che segue la vicenda e presta assistenza legale alla giovane madre cristiana.
 
(Ha collaborato Jibran Khan)
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