11/11/2013, 00.00
FILIPPINE
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Filippine, superiore del Pime: Sempre più grave la situazione dopo il passaggio di Haiyan

P. Giovanni Re racconta che le autorità hanno riaperto alcuni aeroporti e sbloccato alcune strade principali: “Ora si tenterà di far arrivare aiuti anche via terra”. Danni minori a Cebu, dove l’arcidiocesi ha avviato un programma di mutuo soccorso tra le parrocchie rimaste intatte e quelle colpite. Un segno di speranza: a Tacloban, la città che ha riportato maggiori danni, è nata una bambina.

Cebu (AsiaNews) - Le notizie che arrivano dalle zone colpite dal tifone Haiyan "non sono buone. Più passano le ore, più le persone sul posto per prestare soccorso scoprono qualcosa di nuovo e di più grave". È quanto afferma ad AsiaNews p. Giovanni Re, superiore regionale del Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) nelle Filippine. Secondo il sacerdote "bisognerà aspettare qualche giorno per avere un'idea più chiara della devastazione causata da questo super tifone". Che, secondo il bilancio provvisorio, ha già causato almeno 10mila morti nell'isola di Leyte, l'area più colpita dal cataclisma.

Tra ieri e oggi, spiega p. Re, "sono riusciti a riattivare qualche aeroporto locale e ristabilire dei collegamenti aerei. Si tratta per lo più di aerei militari da trasporto, non mi risulta che quelli civili abbiano già ripreso i voli. All'interno, soprattutto nelle grandi città come Letye e Dacloma, i soccorsi hanno liberato alcune strade principali. Forse così riusciranno a convogliare gli aiuti di cibo, medicine e vestiti anche via terra. Sarebbe una bella notizia".

Il supertifone Haiyan si è abbattuto sulle Filippine a una velocità di 350 km/h. L'isola di Letye ha riportato i danni peggiori, ma anche altre parti del Paese sono state colpite dalla furia del ciclone. A Cebu, spiega ad AsiaNews mons. Achilles Dakay, Media Liaison Officer dell'arcidiocesi, "20 parrocchie a nord della città sono state danneggiate. In totale abbiamo contato 10 vittime. Il nostro vescovo, mons. Jose Palma, ha già organizzato un programma di mutuo soccorso: le altre parrocchie della città forniranno aiuti e soccorsi alle zone colpite. Abbiamo dato una scala di priorità, in base alla quale distribuiremo cibo, acqua e materiali per dare subito inizio alla ricostruzione delle case".

Nel mezzo della devastazione, c'è almeno un segno di speranza: questa mattina a Tacloban una giovane, Emily Sagalis, ha dato alla luce una bambina. La piccola è nata tra i resti di un aeroporto, grazie all'aiuto di un medico dell'esercito incontrato mentre i genitori cercavano aiuto. Emily, 21 anni, ha deciso di chiamarla Bea Joy, in onore di sua madre, Beatriz, scomparsa durante il tifone.

P. Fernando Milani, vice superiore regionale del Pime e missionario ad Antique, sottolinea: "Forse solo tra qualche mese sapremo il numero effettivo dei morti, e non saremo sorpresi dall'effettiva devastazione causata dal tifone. Questa volta il governo ha fatto tutto il possibile, anche mandando in giro auto attrezzate con l'altoparlante per avvisare di prepararsi. Ma per chi vive in una casa di paglia c'è poco da fare, bisogna solo prepararsi ad avere la casa distrutta". Anche nella sua provincia Haiyan è passato, causando però solo 14 vittime, quasi due per ogni parrocchia nella zona settentrionale della diocesi. 

 

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