29/07/2014, 00.00
ISRAELE - PALESTINA
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Gaza: ripresi bombardamenti e lanci di razzi, Netanyahu "pronti per una operazione di lunga durata"

Il conto dei morti arrivato a 1.113. Colpita l'unica centrale elettrica. Ma la diplomazia non si ferma. Holande; "raddoppiare gli sforzi". E secondo Al-Arabiya, oggi è al Cairo una delegazione composta da diverse fazioni palestinesi per colloqui sulla proposta egiziana per un cessate il fuoco.

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) - Malgrado le pressioni di Nazioni Unite, Stati e personalità come papa Francesco, sono cadute le speranze alimentate dalla breve tregua di ieri e a Gaza è ripresa la conta dei caduti. Secondo la Mezzaluna rossa, è arrivato a 1.113 il numero dei morti palestinesi, mentre Israele lamenta la perdita di 50 soldati, uno o più dei quali ha perso la vita in un attacco sferrato dagli uomini di Hamas da uno di quei tunnel che sono tra gli obiettivi prioritari dell'esercito di Gerusalemme. Che dichiara di averne distrutti, finora, 30.

"L'operazione contro i tunnel - ha ripetuto ieri sera in un discorso televisivo  il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu - è il primo e fondamentale passo per la smilitarizzazione di Gaza". "Dobbiamo essere pronti - ha aggiunto - per una operazione di lunga durata".

La ripresa dei lanci di razzi da parte di Hamas - che finora ne ha usati 2.500 - e dei bombardamenti da parte israeliana, oltre a provocare morti e feriti ha anche spinto, ha reso noto la principale agenzia delle Nazioni Unite a Gaza, l'UNRWA, più di 167mila palestinesi a cercare in scuole e altri edifici della stessa agenzia, in seguito agli avvisi  di evacuazione  che gli israeliani inviano prima di un bombardamento. In proposito, l'esercito israeliano è tornato a smentire categoricamente sue responsabilità per le morti nell'ospedale e nel campo rifugiati di Shati, che sarebbero responsabilità di Hamas, i cui missili, lanciati verso Israele, per 200 volte sono caduti invece all'interno della Striscia.

Da parte sua, il leader di Hamas Khaled Mashal è tornato a sostenere che la guerra evidenzia la necessità di "togliere l'assedio di otto anni", cioè l'embargo economico imposto da Israele alla Striscia di Gaza. Egli ha anche detto che per fermare lo spargimento di sangue "bisogna guardare le cause sottostanti. Bisogna guardare l'occupazione del territorio palestinese da parte di Israele".

Analoghe affermazioni sono venute anche da uno dei pochi sostenitori di Hamas, Ali Khamenei. La Guida suprema iraniana in un discorso pronunciato per la fine del Ramadan ha rivolto un appello al mondo islamico ad armare i palestinesi che combattono contro Israele. "Questo cane rabbioso, questo lupo feroce ha attaccato una popolazione innocente e l'umanità deve mostrare una reazione. E' un genocidio, una catastrofe di dimensioni storiche".

Ma mentre a Gaza la situazione rischia di peggiorare ancora - stamattina è stata colpita anche l'unica centrale elettrica della città - la diplomazia continua a cercare di fermare il conflitto. "Abbiamo convenuto che dobbiamo raddoppiare gli sforzi", ha dichiarato il presidente francese François Hollande, riferendosi agli sforzi congiunti di Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Italia e Francia. "La pressione deve aumentare", ha detto ancora.

Un segnale potrebbe venire dalla notizia, data da Al-Arabiya, dell'arrivo, oggi, al Cairo di una delegazione composta da diverse fazioni palestinesi per colloqui sulla proposta egiziana per un cessate il fuoco. La delegazione comprenderebbe rappresentanti dell'Autorità palestinese, di Hamas e della Jihad islamica.

 

 

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