05/09/2006, 00.00
PALESTINA
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Gli agenti si uniscono allo sciopero: spari in aria e vetri rotti nel parlamento palestinese

A Gaza e in Cisgiordania i dipendenti pubblici protestano perché da sei mesi non prendono lo stipendio. Lo sciopero nuova occasione di contrasto tra il governo di Hamas e il Fatah del presidente Abbas.

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Spari in aria e vetri rotti nella sede del Parlamento palestinese, a Gaza, per la manifestazione di migliaia di poliziotti che si sono così uniti oggi alla protesta dei dipendenti pubblici palestinesi che da sei mesi non prendono lo stipendio. Sotto accusa il governo di Hamas, alla vittoria elettorale del quale erano legate molte speranze di ripresa economica, ma che invece si è visto bloccare gli aiuti di provenienza americana ed europea. Stati Uniti ed Ue considerano infatti Hamas un movimento terroristico. Valutazione che è anche quella di Israele che, dal canto suo, ha bloccato il trasferimento delle rimesse fiscali che raccoglie per conto dell'Anp.

L'intervento di alcuni Paesi arabi, come l'Arabia Saudita, ha consentito ad Hamas di dare un paio di anticipi ai 170mila dipendenti pubblici. Insufficienti, però, per andare avanti. Ed è esploso lo sciopero: alle scuole ed ai servizi pubblici bloccati ed ad uffici e negozi chiusi per solidarietà, oggi si sono uniti gli uomini della polizia. Autorizzati dal presidente dell'Anp, Mahmoud Abbas, non del tutto velatamente accusato da Hamas di fomentare le manifestazioni contro il governo per spingere Hamas a formare un governo di unità nazionale con Fatah o addirittura per arrivare a nuove elezioni.

"Questa è una protesta legittima da parte delle forze di sicurezza – ha detto un ufficiale - in quanto i loro componenti non hanno ricevuto il loro intero stipendio negli ultimi sei mesi. Hanno chiesto al presidente Abbas il permesso di dimostrare ed egli, nella sua qualità di comandante in capo della sicurezza palestinese, lo ha concesso". Migliaia di poliziotti, che per la maggior parte sono di Fatah, hanno così invaso la sede del Parlamento, scandendo il nome di Abu Mazen.

Ieri, il ministro degli interni, Said Siam, aveva espresso profonda preoccupazione per l'intenzione degli agenti di dimostrare contro il governo, paventando il pericolo di scontri armati. Definita la protesta "un servizio gratuito ai nemici di Israele", Siam ha sostenuto che essa vuole acuire le tensioni tra Hamas e Fatah ed ha chiesto ad Abu Mazen di fermarla. Dal canto suo, il primo ministro Ismail Haniya ha accusato "alcune persone di usare lo sciopero contro il governo" ed ha messo in guardia che "potrebbe avere conseguenze pericolose sulla situazione sociale e l'unità nazionale".

 

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