13/03/2018, 12.05
ISRAELE
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Gli ebrei etiopici al governo: accettate le nostre famiglie in Israele

In Israele vivono 140mila ebrei etiopici, giunti dal 1975, quando Israele ha riconosciuto la loro identità ebraica. Circa 8mila sono rimasti in Etiopia, separati dalle famiglie nello Stato ebraico. Israele ha promesso di farli arrivare, ma non stanzia i fondi.

Gerusalemme (AsiaNews/Agenzie) – Centinaia di ebrei etiopici hanno manifestato ieri davanti alla Knesset, chiedendo al governo di mantenere la promessa di far arrivare in Israele 8mila compatrioti rimasti in Etiopia, e permettere alle centinaia di famiglie divise di riunirsi.

Gli ebrei di Etiopia – anche detti “beta israel” – sono una questione delicata in Israele. Considerati come discendenti degli israeliti che avevano accompagnato il leggendario figlio di Salomone, Menelik, in Etiopia nel 9 secolo a.C., i beta israel sono stati ignorati per secoli dalle organizzazioni mondiali ebraiche e per lungo tempo non sono rientrati nel piano israeliano delle aliyah (immigrazione ebraica in Israele, significa “salita”) perché Israele non li considerava ebrei. Solo nel 1975 il rabbinato e il governo israeliano hanno riconosciuto la loro identità ebraica, aprendo le porte al loro arrivo nello Stato ebraico. Al momento, ci sono 140mila ebrei etiopici in Israele, e la loro storia d’integrazione è lontana da essere di successo: vivono in condizioni di grave povertà, disoccupazione e mancanza di istruzione. Per le autorità israeliane, l’aliyah dei beta israel si è conclusa negli anni 90’, lasciando fuori le migliaia di etiopi che si considerano ebrei, sebbene siano discendenti di quanti furono costretti a convertirsi al cristianesimo lo scorso secolo. La Legge del Ritorno che regola le aliyah esclude dagli aventi diritto alla cittadinanza israeliana i discendenti delle comunità convertite. Per via delle pressioni di alcuni politici e della comunità etiopica, i governi che si sono susseguiti hanno concesso ulteriori arrivi nel corso degli anni. Tuttavia, sono circa 8mila gli ebrei bloccati nel Paese del Corno d’Africa, la maggioranza dei quali con familiari stretti che vivono già nello Stato ebraico.

Le autorità israeliane avevano promesso nel 2015 di portare nel Paese altri 8mila ebrei ancora in Etiopia, ma non hanno ancora autorizzato i finanziamenti necessari per lo spostamento. Per questo motivo, i beta israel hanno manifestato ieri perché il governo mantenga la promessa. “Ho due sorelle in Etiopia, e stanno aspettando da 13 anni… [Nostra] madre piange giorno e notte, che finisca questo dolore”, ha affermato ieri una delle manifestanti. I partecipanti alla protesta accusano Israele di discriminazione, e temono che anche il budget del 2019 sia insufficiente. Il fondo necessario previsto per far arrivare gli 8mila etiopi è di 1,4 miliardi di sheqel (ca. 330 milioni di euro), su un bugdet nazionale che di 500 miliardi di sheqel (ca. 117 miliardi di euro).

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