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  • » 04/05/2015, 00.00

    IRAQ

    Gli yazidi confermano il massacro di "almeno 300 persone" da parte dello SI



    Secondo un partito yazida sarebbero state uccise almeno 300 persone, ma sui numeri vi è incertezza. Ancora sconosciute le ragioni del massacro e le modalità in cui è avvenuto. Il vice-presidente irakeno parla di atto “orribile e barbaro”. In due attentati morti 13 civili e sei soldati.

    Baghdad (AsiaNews/Agenzie) - Le milizie dello Stato islamico avrebbero ucciso centinaia di prigionieri Yazidi; il massacro è avvenuto nei giorni scorsi nel distretto di Tal Afar, ad ovest di Mosul, roccaforte degli islamisti nel nord dell’Iraq. Secondo quanto emerge da un comunicato ufficiale dello Yazidi Progress Party, “almeno 300 prigionieri” sono stati giustiziati il primo maggio scorso nei pressi della città. Per Baghdad il numero delle vittime sarebbe “attorno ai 200”.

    Commentando la notizia, il vice-presidente irakeno Osama al-Nujaifi ha parlato di di gesto “orribile e barbaro”.

    Lo scorso anno le milizie dello Stato islamico (SI, o Daesh secondo l’acronimo arabo) hanno conquistato diversi territori nel nord e nell’ovest dell’Iraq; nel corso dell’avanzata essi hanno catturato migliaia di Yazidi e altri membri di minoranze religiose.

    Al momento non vi sono particolari dettagli sulla carneficina compiuta dai jihadisti, sulle ragioni per le quali essa è stata compiuta e le modalità in cui è stata perpetrata. Molti dei prigionieri sarebbero stati rinchiusi a lungo nell’area di Mosul.

    Secondo le fonti curde, i corpi sono stati “ammucchiati in un pozzo” di Alo Antar nei pressi dell'autostrada di al-Ayyadiya.

    Gli yazidi sono una minoranza religiosa monoteista, che racchiude diversi elementi presenti in altre fedi; per questo è considerata eretica dallo Stato islamico e i suoi seguaci degli infedeli.

    In migliaia hanno abbandonato le loro case e i territori nel distretto di Sinjar, provincia di Ninive, nel nord dell’Iraq, cercando rifugio nel Kurdistan irakeno. Già nei mesi scorsi centinaia di uomini sono stati uccisi, mentre le donne sono state sfruttate come schiave del sesso dai miliziani.

    Sempre nel fine settimana in Iraq una bomba è esplosa nei pressi di un popolare ristorante del distretto sciita di Karrada, uccidendo almeno 13 persone. In un attacco suicida nella città di Garma, nella provincia occidentale di Anbar, sono deceduti almeno sei soldati dell’esercito irakeno.

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