22/10/2014, 00.00
ARABIA SAUDITA - ISLAM
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Gran Muftì saudita contro Twitter: è la fonte di tutti i mali e bugie

Sheikh Abdul Aziz al-Sheikh, massima autorità religiosa dell’Arabia Saudita, lancia una fatwa contro il popolare sito di microblogging. È causa di malignità e devastazioni morali e sociali. Divisi gli internauti, fra quanti plaudono e chi commenta con ironia. Nel regno saudita la percentuale più alta al mondo di utenti Twitter attivi.

Riyadh (AsiaNews/Agenzie) - Twitter altro non è che una "fonte di bugie", di "malignità" e di "devastazioni" morali e sociali. A scagliarsi contro il popolare sito di microblogging è la massima autorità del regno saudita in tema di legge islamica, Sheikh Abdul Aziz al-Sheikh, durante il popolare programma televisivo da lui curato e condotto. La fatwa (editto religioso) scagliata dal Gran Muftì d'Arabia ha sollevato un forte dibattito nel Paese, fra favorevoli e contrari. 

"Se usato correttamente - ha dichiarato il leader religioso - potrebbe essere di reale beneficio, ma sfortunatamente è sfruttato per questioni banali". Al-Sheikh ha aggiunto che Twitter è "all'origine" di tutti i mali ed è causa di perdizione, perché la gente ricorre - sbagliando - al social network ritenendolo una "fonte credibile di informazione". In realtà rilancia solo "bugie e falsità". 

In Arabia Saudita, regno ultraconservatore sunnita wahabita, in cui vige una stretta divisione fra i sessi e alle donne - fra l'altro - non è consentito guidare, il sito di microblogging è popolare sia fra gli uomini che le donne.

In risposta alle parole del muftì, un utente ha postato un tweet ironico in cui dice di "pentirsi" e di "chiudere l'account per prendere le distanze da questa enorme malvagità". Un altro si chiede come sia possibile "giudicare un qualcosa, senza nemmeno usarlo". 

Secondo il rapporto 2012 di Global Web Index, il regno saudita vanta la maggior percentuale "attiva" di utilizzatori di Twitter del mondo; oltre il 50% della popolazione online usa il popolare sito con frequenza. 

 

 

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