09/06/2017, 11.42
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Guangxi: Luo Jibiao, 50 anni, muore in prigione sotto le torture

Era stato arrestato un mese prima per rissa. I familiari hanno scattato foto al corpo senza vita e pieno di lividi e sangue. I tentativi di insabbiamento con false autopsie. Dopo la denuncia, il villaggio di Luo è controllato da uomini armati e gli avvocati della famiglia hanno perso il lavoro.

Pechino (AsiaNews/Chrd) – Luo Jibiao, 50 anni, membro della minoranza Zhuang, è morto mentre era sotto la custodia della polizia. La famiglia ha domandato un’inchiesta perché sospetta che il loro familiare sia stato torturato e ora subisce le minacce della polizia insieme agli avvocati difensori.

Luo era stato arrestato lo scorso 4 maggio per “rissa” e internato nel centro di detenzione della contea di Fengxian a Hezhou (Guangxi, regione autonoma Zhuang).

Dopo aver ricevuto la notizia della morte di Luo, lo scorso 26 maggio, alcuni familiari di Luo hanno ricevuto il permesso di vedere il suo corpo. Essi hanno notato che vi erano numerose ecchimosi, segni di battiture sul capo, sul collo, al petto, sulle braccia e sulle gambe e vi era sangue attorno alla sua bocca e al naso.

Essi hanno scattato delle foto e le hanno mostrate all’avvocato Wu Liangshu, che essi avevano scelto per difendere Luo. La famiglia ritiene che Luo sia stato torturato durante l’interrogatorio della polizia. Wu aveva incontrato Luo una sola volta in prigione, lo scorso 8 maggio. In quell’occasione Wu non aveva notato alcun segno di violenza sul corpo del suo difeso, né egli aveva parlato di maltrattamenti. Dopo quella volta la famiglia non ha più ricevuto alcuna informazione dalle autorità fino all’annuncio della sua morte improvvisa lo scorso 26 maggio.

La famiglia ha subito domandato un’inchiesta sulla morte di Luo, così sospetta. Ma le autorità hanno rimosso il corpo di Luo in una località sconosciuta e hanno bloccato la famiglia e gli avvocati dispiegando una dozzina di poliziotti in tenuta anti-sommossa.

La famiglia di Luo teme che in fretta e furia la procura di Fengxian abbia fatto l’autopsia del cadavere senza avvertire la famiglia. Il 2 giugno scorso, questa ha diffuso una dichiarazione denunciando il tentativo del governo di nascondere l’assassinio e le torture.

Da allora la polizia ha iniziato a fare pressione sugli avvocati per intimidirli. Decine di poliziotti armati pattugliano il villaggio Zhuang dove vive la famiglia di Luo. Le autorità giudiziarie hanno tolto il caso all’avvocato Chen Jiahong e alla ditta dove lui stava praticando è stata tolta la licenza. Un membro della famiglia Luo è stato fermato dalla polizia, ma poi è stato rilasciato. Le autorità hanno anche bloccato i profili sui social media dei componenti della famiglia e degli avvocati.

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