10/06/2019, 13.35
VIETNAM
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Hanoi vince la guerra commerciale tra Usa e Cina

Il Vietnam sta capitalizzando sugli stravolgimenti nelle catene di approvvigionamento: sempre più importatori si rivolgono ad Hanoi. Quest’anno il sistema produttivo registrerà un aumento di circa il 6,7%. Aumentano gli investimenti stranieri: +81%. Le multinazionali si trasferiscono dalla Cina.

Hanoi (AsiaNews) – È il Vietnam il grande vincitore nella guerra dei dazi tra Usa e Cina. Secondo gli economisti, quest’anno l’economia di Hanoi  crescerà con un passo più veloce rispetto a tutti gli altri Paesi del Sud-est asiatico. A causa delle tensioni commerciali tra le due più grandi economie al mondo, il governo vietnamita sta capitalizzando anzitutto sugli stravolgimenti nelle catene di approvvigionamento: per evitare di pagare tariffe più costose, sempre più importatori si rivolgono ad Hanoi. Allo stesso tempo, gli investimenti stranieri diretti (Fdi) ed il settore manifatturiero rimangono due importanti motori per la crescita economica del Paese.

Dall’ultimo rapporto dell’Institute of Chartered Accountants in England and Wales sulle prestazioni economiche dei Paesi del Sud-est asiatico, emerge che quest’anno il sistema produttivo del Vietnam registrerà un aumento di circa il 6,7%. Il rapporto afferma che nel secondo trimestre del 2019 tutte le economie della regione – ad eccezione di quella di Hanoi – hanno visto diminuire le esportazioni rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le esportazioni del Vietnam sono invece cresciute, anche se in modo più lento rispetto al 2018. L’economia locale è migliorata del 6,8% su base annua nel primo trimestre, trainata da una forte produzione, da servizi stabili e da una maggiore produzione agricola.

Secondo l’Agenzia per gli investimenti stranieri di Hanoi, gli Fdi incassati nei primi due mesi del 2019 sono aumentati su base annua del 9,8%, attestandosi su una cifra vicina ai 2,6 miliardi di dollari Usa. Il settore manifatturiero è quello che ha ricevuto maggiori attenzioni dagli investitori. Le compagnie che operano in Cina ora si trovano in difficoltà, a causa dei dazi imposti dagli Usa. La stretta vicinanza del Vietnam alla Cina e condizioni di lavoro favorevoli, comprese retribuzioni abbordabili, a medio termine assicurano ad Hanoi forti flussi di denaro dall’estero. Per questo, diverse multinazionali hanno deciso di trasferire le proprie operazioni in Vietnam. Addirittura vi sono ditte cinesi che per sfuggire ai dazi, introducono nel Paese prodotti poi etichettati come “made in Vietnam”.

I fondi provenienti dall’estero – e destinati in particolare alla produzione a leggera ed alta intensità di manodopera – sono aumentati dallo scorso anno. Lo scorso aprile, il governo vietnamita ha annunciato che i nuovi investimenti sono cresciuti dell'81%; i contributi in conto capitale, utilizzati per finanziare nuove strutture, del 215%. Nel frattempo, aumentano anche gli investimenti cinesi nel Paese. Nei primi mesi del 2019, essi hanno già raggiunto quasi il 65% del totale registrato nel 2018. I sempre più stretti legami commerciali tra Hanoi e Pechino preoccupano però i vietnamiti ed alimentano l’opposizione popolare all’espansionismo (non solo economico) messo in atto dalla Cina.

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