06/09/2021, 10.52
VIETNAM
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Ho Chi Minh City, didattica a distanza impossibile per 75mila studenti

di Peter Tran

Tra problemi di connessione e difficoltà economiche cresce la preoccupazione tra le famiglie vietnamite. All'inizio del nuovo anno scolastico, i genitori chiedono aiuto a parenti e alle istituzioni. Il capo del Dipartimento di Educazione: "I docenti non si dimentichino degli alunni in difficoltà".

 

Ho Chi Minh City (AsiaNews) - Nel Vietnam che resta oggi una delle aree più colpite dalla pandemia (ancora ieri oltre 13mila nuovi casi e 281 morti), una delle misure per prevenire la diffusione del Covid-19 è la chiusura delle scuole: misure necessarie che stanno però rendendo pesante e faticosa la vita quotidiana di bambini e adolescenti vietnamiti.

Attualmente, Ho Chi Minh City conta 2.392 scuole con più di 1,71 milioni di studenti iscritti. Il Dipartimento dell'Educazione sta gradualmente preparando il nuovo anno scolastico che, nella situazione attuale, si svolgerà interamente in didattica a distanza a partire dal oggi 2021 per gli alunni delle scuole medie e superiori, e a partire dal 20 settembre per i bambini delle elementari.

Tra i genitori cresce la preoccupazione per questa forma di apprendimento online che non sta solo impedendo il contatto umano tra bambini e adolescenti, ma sta obbligando le famiglie a sostenere spese impreviste per permettere ai figli di seguire le lezioni in Dad: "Per consentire ai miei figli di studiare e di interagire con i loro coetanei, sono stato costretto a comprare nuovi dispositivi come computer, cuffie e microfoni, oltre che migliorare la nostra connessione internet" racconta il signor Hung, del distretto di Tân Phú di HCM City.

Anche la signora Anh Nhung ha evidenziato una fatica economica nel far fronte a questa situazione: "Lo scorso anno scolastico, ho dovuto comprare per la mia bambina un computer perché potesse seguire le lezioni. Quest'anno ha cominciato la scuola anche mio figlio più piccolo e, non avendo altri soldi, ho dovuto chiedere in prestito un computer da un parente”.

Ma c’è chi, nonostante gli sforzi da parte del Dipartimento di Educazione e Formazione, rimane comunque escluso da questa forma di insegnamento: secondo gli ultimi dati, sono circa 75mila i ragazzi e i bambini che a Ho Chi Minh City non riescono a prendere parte alla didattica a distanza. Una sfida difficile da affrontare come ammete la signora Hong, capo del Dipartimento di Educazione e Formazione del Distretto 7: “Siamo consci delle difficoltà del momento. Ho fatto appello a tutto il personale scolastico perché i docenti abbiano un occhio di riguardo per coloro che vivono in circostanze difficili e che continuano ad avere difficoltà nel seguire le lezioni".

Una mole imponente di lavoro rimane sulle spalle dei dirigenti scolastici, impegnati a trovare soluzioni adatte alla situazione: "La nostra scuola organizzerà l'insegnamento online con forme flessibili - ha dichiarato il signor Nguyen, preside della Me Linh Primary School (nel distretto 6 di HCM City) -. Gli insegnanti della scuola primaria creeranno video appositi per guidare gli alunni e i genitori nell’apprendimento online. Ho raccomandato di strutturare le video-lezioni con contenuti leggeri e in forma scorrevole di modo che gli alunni possano facilmente seguirle".

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