16/12/2019, 08.50
HONG KONG - CINA
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Hong Kong, riprendono i lacrimogeni e le violenze

di Paul Wang

A Mong Kok ripresi i lanci di lacrimogeni e i vandalismi. Sit-in nei centri commerciali e arresti di adolescenti. Al Tamar Park manifestazione a favore di Pechino e della polizia di Hong Kong. Carrie Lam a Pechino, in visita a Li Keqiang e Xi Jinping.

Hong Kong (AsiaNews) - Dopo due settimane di relativa calma, ieri sera la polizia di Hong Kong ha ripreso a lanciare gas lacrimogeni verso manifestanti pro-democrazia. Frange radicali del movimento hanno vandalizzato alcuni ristoranti e negozi filo-cinesi.

La vittoria dei pro-democratici alle elezioni e la marcia pacifica (la prima permessa dopo settimane) dell’8 dicembre sembravano aver portato un po’ di calma nel territorio, da sei mesi scosso da manifestazioni e da repressione poliziesca.

Il lancio di lacrimogeni è avvenuto ieri a Mong Kok, dove vi era un raduno. Un giovane reporter della Baptist University è stato ferito ad un occhio (foto 2). La polizia ha lanciato lacrimogeni anche su Nathan Road e altre zone di Kowloon. Gruppi di dimostranti hanno lanciato pietre e vandalizzato una entrata della metropolitana.

Durante la giornata la polizia è intervenuta per bloccare alcuni sit-in avvenuti in almeno sette centri commerciali del territorio. A Shatin, nel New Town Plaza, la polizia ha usato spray urticanti e ha fatto alcuni arresti. Fra questi anche due adolescenti della scuola secondaria.

Alcuni militanti mascherati hanno vandalizzato alcuni ristoranti della catena Maxim’s, divenuti una preda abituale, dopo che la figlia del proprietario ha criticato le manifestazioni pro-democrazia.

Il movimento continua a chiedere le “cinque domande”, fra cui vi sono il varo di un’inchiesta indipendente sull’uso eccessivo della forza da parte della polizia e l’attuazione del suffragio universale nel territorio.

Ieri, al Tamar Park, migliaia di persone hanno invece manifestato a favore della Cina e dell’operato della polizia di Hong Kong. In opposizione, a Edimburgh Place è iniziato uno sciopero di tre giorni degli assistenti sociali a favore delle “cinque domande”.

Intanto, il capo dell’esecutivo Carrie Lam è a Pechino per una visita e oggi incontrerà il presidente cinese Xi Jinping.  Stamane ella ha incontrato il premier Li Keqiang che le ha ribadito la fiducia della leadership cinese, ma ha anche chiesto di “fermare il caos secondo la legge” e di “studiare con urgenza i profondi conflitti e problemi” presenti nello sviluppo socio-economico di Hong Kong.

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