01/07/2004, 00.00
HONG KONG – CINA
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Hong Kong prega e marcia per la democrazia

di Theresa Ricci

Hong Kong (AsiaNews) – "Abbiamo pregato per la società di Hong Kong ma anche per la democrazia in Cina". A riferirlo ad AsiaNews è p. Michele Camastra, missionario del Pontificio istituto per le missioni estere (Pime) a Hong Kong, che ha partecipato ad un incontro di preghiera ecumenico prima di unirsi al resto dei cittadini di Hong Kong nella tradizionale marcia del 1 luglio, in corso nell'ex colonia inglese. Malgrado caldo, umidità e la minaccia di un tifone, tanta gente si è riversata sulle strade per esprimere il proprio dissenso verso la politica della Cina e del governatore del territorio. AsiaNews ha raccolto le testimonianze di alcuni missionari del Pime che hanno partecipato alla grande manifestazione pacifica.

"Il campo di calcio dove si è svolto l'incontro di preghiera di cattolici e protestanti era tutto pieno. Durante il raduno, abbiamo pregato e intonato canti di Taizè. Subito dopo la lettura della Parola, hanno parlato mons. Zen e un pastore protestante, che hanno guidato la preghiera", ci racconta p. Siso, che si è detto "commosso per la civiltà e la partecipazione composta della gente". L'incontro comune – iniziato alle 13 a Victoria Park - ha preceduto la marcia ed è durato circa 40 minuti. "Nel suo discorso mons. Zen ha ribadito che è giusto manifestare per la democrazia e non solo celebrare il ritorno di Hong Kong alla madrepatria, che pure è un evento importante,", ha detto p. Giorgio Pasini, secondo il quale i partecipanti erano più di 300mila. "Il nostro vescovo ha denunciato ancora una volta la legge sull'istruzione che penalizzerebbe la scuola cattolica e i tentativi di Pechino di bloccare la riforma per il suffragio universale e l'elezione diretta del governatore di Hong Kong". 

 "C'è un grande coinvolgimento popolare: intorno a me vedo giovani, anziani, addirittura persone sulla sedia a rotelle, tutti sfidano i disagi del tempo pur di essere presenti a una manifestazione così importante per Hong Kong", ci racconta al telefono mentre partecipa al corteo p. Michele Camastra. "Se con grandi disagi la gente per il secondo anno scende sulle strade per protestare invece di preferire i centri commerciali con aria condizionata o restare a casa a riposarsi evidentemente ci sono ragioni profonde. Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire". Oggi a Hong Kong il termometro ha toccato i 34°, con un tasso di umidità del 67%.

"Abbiamo il sostegno di tutti, anche di quelli che non partecipano alla marcia: gente che incontriamo per strada o si affaccia dai palazzi, tutti sono uniti per denunciare la mancanza di attenzione da parte del governo nei confronti di questo popolo". Contrariamente alle previsioni più negative della vigilia, i cittadini di Hong Kong sembrano aver aderito con grande coinvolgimento alla marcia. "Il Partito democratico ha detto che non conta la quantità, ma la qualità. L'anno scorso la manifestazione è stata più massiccia perché per la prima volta si protestava contro il governo per un problema molto sentito dai cittadini, l'articolo 23, cioè la legge antisovversione. Quest'anno ci sono molte richieste, molte critiche, molti diritti reclamati".

Il movimento democratico aveva invitato a rinunciare allo slogan provocatorio e osteggiato da Pechino "restituisci il potere al popolo", mentre sembra essere stato tra i più acclamati. "Io ritengo che non si deve correre il rischio che i democratici facciano con il cuore della gente quello che i non democratici hanno fatto finora, cioè chiedere di zittire il cuore del popolo".

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