07 Dicembre 2016
AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook
Aree geografiche




  • > Africa
  • > Asia Centrale
  • > Asia del Nord
  • > Asia del Sud
  • > Asia Nord-Ovest
  • > Asia Sud-Est
  • > Europa
  • > Medio Oriente
  • > Nord America
  • > Sud America
  • > Asia dell'Est

  • mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato


    » 18/06/2015, 00.00

    HONG KONG – CINA

    Hong Kong respinge la riforma elettorale di Pechino: solo 8 voti a favore



    Il pacchetto voluto dalla Cina continentale, nega una vera democrazia per l’ex colonia britannica. Il voto al Consiglio legislativo vede una vittoria storica per la compagine democratica. I deputati pro-Pechino abbandonano l’aula prima della chiama per “un problema di comunicazione interna”. Emily Lau: “Un segnale inequivocabile per il governo centrale e per la comunità internazionale: vogliamo i nostri diritti”. Lee Cheuk-yan: “La storia è sempre dalla parte della democrazia”.

    Hong Kong (AsiaNews) – Il Legco, il parlamento di Hong Kong ha bloccato il pacchetto di riforma elettorale presentato da Pechino circa un anno fa. Come previsto, il gruppo di deputati democratici ha votato compatto per il “no”, guadagnando persino un inaspettato voto in più. Ma a sorpresa un gruppo di circa 30 deputati vicini alla Cina continentale ha lasciato l’aula prima del voto. Quindi, la proposta cinese ha ottenuto soltanto 8 voti favorevoli. Nel frattempo, l’area intorno al Legco sembra essere tornata alla normalità dopo circa tre giorni di occupazioni e proteste popolari.

    Il voto si è svolto nel pomeriggio di ieri. I 27 rappresentanti democratici hanno mantenuto le promesse e si sono opposti alla riforma: insieme a loro ha votato il dott. Leung Ka-la, membro di un gruppo affiliato a Pechino e rappresentante del settore medico dell’ex colonia britannica. I deputati dell’Alleanza democratica per il miglioramento e il progresso di Hong Kong, la Federazione dei sindacati e l’Unione commerciale e professionale – tutte sigle da sempre vicinissime al governo, sia locale che centrale – sono usciti dal Consiglio un minuto prima della chiama.

    Starry Lee Wai-king, presidente dell’Alleanza, sostiene che si sia trattato di un problema di comunicazione interna: “Stavamo aspettando un altro deputato, ma non ci siamo capiti e quindi i nostri voti non sono stati presi in considerazione”. A favore del pacchetto, invece, i cinque deputati del Partito liberale; il deputato della Federazione Chan Yuen-han e due indipendenti. In ogni caso, anche a regime pieno la riforma non sarebbe stata approvata dato che, per legge, necessitava di almeno due terzi dei voti a disposizione.

    Alan Leong Kah-kit, deputato del Civic Party e figura storica del movimento democratico, dice: “Il voto finale non è stato conteggiato bene, perché secondo i regolamenti del Consiglio chi esce dall’aula vota contro. Quindi siamo davanti a un risultato storico”. Dello stesso avviso Emily Lau Wai-hing, presidente del Partito democratico: “Questo pacchetto di riforma ha ricevuto 8 voti favorevoli su 70 a disposizione. È un messaggio chiaro al governo centrale e alla comunità internazionale: dobbiamo avere una nuova riforma, e subito”. Lee Chauk-yan, sindacalista e presidente dei laburisti, chiosa: “La storia è dalla parte della democrazia”.

    La Chiesa cattolica si è schierata da tempo al fianco dei democratici. In una lettera pastorale pubblicata all’inizio di giugno 2015, in pieno impasse politico, il vescovo della diocesi card. John Tong ha invitato tutte le persone coinvolte a “sanare il deficit di democrazia” presente nella proposta di Pechino. Intervistata da AsiaNews, una rappresentante della commissione diocesana Giustizia e pace ha chiarito che “senza vera democrazia non c’è giustizia” e ha annunciato una manifestazione di protesta davanti al Consiglio legislativo nei giorni del dibattito e del voto.

    Le manifestazioni si sono svolte dal 15 al 18 giugno, in modo pacifico e democratico. Subito dopo il voto, alcuni gruppi hanno abbandonato l’area occupata, ma altri sono rimasti fino alla riunione di questa mattina “per dire al nostro Parlamento che la popolazione di Hong Kong non si farà prendere in giro”. 

    invia ad un amico Visualizza per la stampa










    Vedi anche

    19/06/2015 HONG KONG – CINA
    Card. Tong: La Chiesa continuerà a promuovere la democrazia per Hong Kong
    Dopo il voto al Consiglio legislativo che ha respinto la riforma elettorale voluta da Pechino (solo otto voti a favore), il vescovo del Territorio scrive: “La polarizzazione della società va sanata, dobbiamo risolvere le vere cause che sono alla base di questa spaccatura. Ma ci vorranno tempo e preghiere”. I deputati pro-Pechino, usciti a sorpresa dall’aula prima della chiama, si scusano con la popolazione. Le lacrime di una rappresentante, fedele alla Cina continentale.

    15/07/2016 10:34:00 HONG KONG – CINA
    Hong Kong, i candidati al parlamento “devono giurare fedeltà alla Cina”

    A settembre si vota per il rinnovo del Consiglio Legislativo, organo esecutivo dell’ex colonia britannica. A sorpresa il governo, vicino a Pechino, impone un “atto formale di accettazione” di Hong Kong “come parte inalienabile della Cina continentale”. Chi si rifiuta non verrà ammesso. Le proteste dei democratici e il timore delle nuove spinte indipendentiste, guidate dai giovani.



    15/06/2015 HONG KONG – CINA
    Hong Kong, Giustizia e Pace: La riforma di Pechino non passerà, il popolo vuole democrazia
    La Commissione diocesana inizia questa sera, insieme ad altri gruppi della società civile, una protesta ad oltranza davanti al Consiglio legislativo. Qui sta per iniziare il dibattito che deve decidere il destino della riforma elettorale imposta dalla Cina continentale. Ad AsiaNews, una rappresentante spiega: “E’ un test che vuole misurare la nostra determinazione, non ci faremo cogliere impreparati”.

    13/09/2016 14:27:00 HONG KONG – CINA
    Elezioni a Hong Kong: sono cambiate le generazioni e l’agenda politica

    Il voto per il Consiglio legislativo ha fornito dati necessari per affermare che, dopo il Movimento degli ombrelli, la società di Hong Kong sta cambiando. I democratici “tradizionali” perdono terreno a favore degli indipendentisti e dei localisti, ma questo non è per forza un male: la “vecchia” politica deve trovare nuovi mezzi per comunicare con i giovani e con i cittadini che hanno a cuore il bene comune. Gli esempi edificanti di alcuni leader fanno ben sperare per il futuro.



    26/06/2015 HONG KONG – CINA
    Hong Kong, Pechino offre un tè e un ramoscello d’ulivo ai deputati del Legco
    Il massimo rappresentante del governo centrale cinese nel Territorio invita i deputati del Consiglio legislativo – e per la prima volta anche i giornalisti – a un ricevimento nella sede dell’ufficio. Secondo il funzionario, la riforma elettorale “ha beneficiato del contributo di tutti. La lezione nata dal voto è una lezione che vale la pena apprendere”.



    In evidenza

    IRAQ
    Parroco di Amadiya: profughi cristiani di Mosul, fra l’emergenza aiuti e l’attesa del rientro

    P. Samir Youssef

    In una lettera p. Samir Youssef racconta la situazione dei rifugiati, da oltre due anni lontani dalle loro case. Si segue con attenzione l’offensiva, anche se case e chiese “sono in gran parte” bruciate o distrutte. Con l’arrivo dell’inverno servono cherosene, vestiti, cibo e denaro per pagare il trasporto degli studenti. Un appello per continuare a sostenere la campagna di AsiaNews.


    IRAQ
    “Adotta un cristiano di Mosul”: il dono di Natale per attraversare l’inverno

    Bernardo Cervellera

    Le nuove ondate di profughi, con l’avanzata dell’esercito verso la Piana di Ninive e Mosul rischiano di far dimenticare i rifugiati che da due anni hanno trovato ospitalità nel Kurdistan. C’è bisogno di cherosene, vestiti per l’inverno, aiuti per i bambini, soldi per gli affitti. La campagna lanciata da AsiaNews due anni fa è più urgente che mai. Rinunciare a un dono superfluo per offrire loro un dono essenziale per vivere.


    AsiaNews E' ANCHE UN MENSILE!

    L’abbonamento al mensile di AsiaNews non costa nulla: viene dato gratis a chiunque ne faccia richiesta.
     

    ABBONATEVI

    News feed

    Canale RSScanale RSS 

    Add to Google









     

    IRAN 2016 Banner

    2003 © All rights reserved - AsiaNews C.F. e P.Iva: 00889190153 - GLACOM®