4 Agosto 2015 AsiaNews.it Twitter AsiaNews.it Facebook            

Aiuta AsiaNews | Chi siamo | P.I.M.E. | | Rss | Newsletter | Mobile





Dona
Il 5 x mille
ai missionari del PIME



mediazioni e arbitrati, risoluzione alternativa delle controversie e servizi di mediazione e arbitrato
invia ad un amico visualizza per la stampa


» 21/01/2011
STATI UNITI – CINA
Hu Jintao negli Usa, lo schiaffo del Congresso
Nella visita alla Camera americana il presidente cinese viene contestato dai parlamentari, che gli chiedono conto della situazione dei diritti umani in Cina e la liberazione di Liu Xiaobo. Va meglio a Chicago, dove dice al sindaco: “Lontani, ma amici veri”.

Chicago (AsiaNews/Agenzie) - La terza giornata della visita di Stato del presidente Hu Jintao negli Stati Uniti si è rivelata la più difficile. Rispetto al summit della vigilia, con Barack Obama alla Casa Bianca, il Congresso ha infatti accolto il leader cinese con molta più ostilità. Il presidente della Camera, il repubblicano John Boehner, due giorni fa aveva già fatto uno sgarbo protocollare rifiutandosi di andare alla cena di gala in onore dell’ospite straniero.

Nella visita di Hu Jintao alla Camera, il presidente ha letto una dichiarazione dura: “Siamo preoccupati per le violazioni dei diritti umani in Cina, inclusa la negazione della libertà religiosa e il ricorso agli aborti forzati per imporre la politica del figlio unico. Per le libertà e la dignità dei suoi cittadini i leader cinesi hanno il dovere di far meglio e gli Stati Uniti devono richiamarli alle loro responsabilità”.

La capogruppo dei democratici, Nancy Pelosi, da parte sua ha denunciato davanti a Hu il trattamento inflitto a Liu Xiaobo, il dissidente condannato a 11 anni di carcere che non ha potuto neppure recarsi a Oslo per ritirare il premio Nobel della pace. Una novantina di parlamentari democratici e repubblicani hanno poi firmato una lettera bipartisan per denunciare “le persistenti violazioni delle regole del commercio internazionale da parte della Cina”. La lettera si conclude con un monito: “La pazienza dell'America sta per esaurirsi, le nostre aziende falliscono, le nostre fabbriche chiudono e i nostri lavoratori vengono licenziati perché la Cina bara sulla concorrenza”.

Hu Jintao ha risposto con un discorso in cui ha ribadito che le relazioni Usa-Cina “hanno raggiunto un’ampiezza e una profondità senza precedenti”, ma che in futuro il miglioramento di questo rapporto richiede “che ciascuno tratti l'altro con rispetto, su un piede di eguaglianza”. Quindi ha deciso anche lui di ammonire gli ospiti: “Gli Stati Uniti non alimentino tensioni su Tibet e Taiwan”.

Hu Jintao ha poi ribattezzato l’economia cinese, che non è più socialista o tanto meno comunista. Per descrivere il proprio modello economico capitalista e dirigista al tempo stesso, Hu ha usato l’espressione “economia socialista di mercato”. Ha anche sottolineato l’obiettivo di “sviluppare la democrazia socialista e costruire lo Stato di diritto in una nazione socialista” e ha rassicurato sul fatto che la Cina “non sta lanciandosi in una corsa agli armamenti, non persegue l’egemonia né una politica espansionista”.

Il Congresso ha comunque espresso una valutazione molto dura per il leader cinese. “È venuto a farci la lezione, non ad ascoltare”, si è lamentato il deputato repubblicano Keoin Brady del Texas; per il democratico Sander Levin del Michigan Hu Jintao “non ci ha fatto parlare”.

Medio successo, invece, per la visita a Chicago. Qui il presidente cinese ha incontrato i leader del settore industriale americano e si è espresso con grande affetto nei confronti del sindaco Daley, che guida la città da 22 anni e che negli ultimi 6 anni ha visitato 4 volte la Cina. Hu gli ha riservato una frase affettuosa: “Nonostante Chicago e Pechino siano molto lontani, i nostri cuori sono uniti da vera amicizia”. 


invia ad un amico visualizza per la stampa

Vedi anche
14/11/2011 STATI UNITI – CINA
Si chiude l’Apec, fra scontri sullo yuan e libero scambio nel Pacifico
20/01/2011 CINA - USA
Obama-Hu, fra cene e sorrisi, nessun passo in avanti
21/05/2010 CINA
Pechino ammette: “La corruzione è endemica, puniti 3mila funzionari”
30/08/2011 CINA – STATI UNITI
Biden a Pechino, l'imbarazzo e il servilismo
di Wei Jingsheng
17/11/2009 CINA - USA
Obama e Hu Jintao, gli “accordi” sul protezionismo economico e sulla crescita dello yuan
di Wang Zhicheng

In evidenza
CINA
Wenzhou, anche la Chiesa non ufficiale contro le demolizioni. La diocesi in digiuno
di Joseph YuanDopo la marcia del 90enne vescovo ufficiale mons. Vincent Zhu Weifang, il coadiutore mons. Peter Shao Zhumin e tutto il clero non ufficiale pubblicano una lettera aperta in cui chiedono di fermare la campagna di demolizione delle croci. Un appello ai cattolici “della Cina e del mondo intero” affinché si uniscano alla protesta, a sostegno della Chiesa cinese. Persino un vescovo illecito manifesta solidarietà con il clero del Zhejiang, contro gli atti del governo.
CINA
Wenzhou: Vescovo 90enne e 26 preti manifestano contro la demolizione delle croci
di Joseph YuanNon è la prima volta che l'anziano vescovo e i suoi sacerdoti si esprimono contro la campagna di demolizione di croci e chiese, che ha colpito oltre 400 edifici. La polizia ha cercato di disperderli e il gruppo ha presentato una petizione. La coroncina della Divina Misericordia a sostegno della Chiesa cinese. Entro il 31 agosto verranno abbattute le croci delle chiese nella zona di Lishui.
ISRAELE-IRAN
Dopo l’accordo sul nucleare, Israele dovrebbe diventare il miglior alleato dell’Iran
di Uri AvneryE’ la tesi del grande statista e pacifista Uri Avnery, leader del gruppo Gush Shalom, sostenitore della pace fra israeliani e palestinesi. Secondo Avnery, l’Iran desidera solo essere una potenza regionale e del mondo islamico, capace di commerciare con tutti, grazie alla sua raffinata e millenaria esperienza. Di fronte, rivolti al passato, vi sono le monarchie e gli emirati del Golfo. L’Iran può essere un ottimo alleato contro Daesh. Gli abbagli di Netanyahu e dei politici e media israeliani. (Traduzione dall’inglese di AsiaNews).

Dossier


Copyright © 2003 AsiaNews C.F. 00889190153 Tutti i diritti riservati: è permesso l'uso personale dei contenuti di questo sito web solo a fini non commerciali. L'utilizzo per riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l'editore. Le foto presenti su AsiaNews.it sono prese in larga parte da Internet e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate