09/02/2009, 00.00
SRI LANKA
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I cristiani del sud pregano per la popolazione tamil vittima della guerra

di Melani Manel Perera
Iniziativa a Colombo intitolata “Speranza per il popolo sofferente”. Il nunzio apostolico visita Jaffna ed esprime forte preoccupazione per i tamil del Vanni. Attacco suicida ad un centro di accoglienza della zona di sicurezza. Una donna, mescolata tra i rifugiati, si fa esplodere: 23 morti e 64 feriti.
Colombo (AsiaNews) - I cristiani del sud dello Sri Lanka pregano per la popolazione del nord vittima delle guerra. Diverse comunità di fedeli si sono date appuntamento il pomeriggio del 7 febbraio alla chiesa dedicata alla Madonna di Fatima, nel centro di Colombo, per invocare la benedizione di Dio e la protezione delle centinaia di persone che vivono nelle zone teatro dello scontro tra le Tigri tamil e l’esercito.
 
Sacerdoti, religiosi e laici hanno partecipato al momento di preghiera organizzato dal Christian Solidarity movement (Csm), intitolato “Speranza per il popolo sofferente”, che è stato aperto dalla lettura di brani della Bibbia in tamil e singalese.
 
Rivolgendosi ai presenti padre Sarath Iddamalgoda, uno dei coordinatori del Csm, ha ricordato che ”durante il mese di gennaio circa 422 civili sono rimasti uccisi”. Citando il rapporto fornito dalla Commissione giustizia e pace della diocesi cattolica di Jaffna, padre Iddamalgoda ha raccontato che le persone che vivono nell’area del conflitto “hanno avuto 48 ore per abbandonare le loro case, i loro villaggi e raggiungere la zona di sicurezza, controllata dalle forze governative, in cui però 80 persone sono morte e 230 sono rimaste ferite durante quelle stesse 48 ore”.
 
Interpellata da AsiaNews, una fedele cattolica di origine singalese afferma: “È un fatto molto triste che molti nel sud singalese non cerchino di comprendere questo dolore. Qualsiasi morte a causa della guerra, che combatta con le forze governativo o con Ltte, è la perdita vana di una vita preziosa, è una vita umana!”.
 
Un giovane cristiano metodista, proveniente dalla vicina città di Mount Lavinia, spiega il valore di un gesto come quello promosso dal Csm: “Non ci permettono di andare al nord per aiutare queste persone che hanno bisogno per cui quel che possiamo fare e dimostrare loro la nostra solidarietà e almeno essergli vicini con le preghiere”.
 
Solidarietà verso le popolazioni del nord è stata espressa anche dal nunzio apostolico mons. Mario Zenari che ha visitato la diocesi di Jaffna e i campi profughi della zona. Nella città del nord Sri Lanka, presso la cattedrale di St. Mary, il rappresentante pontificio ha celebrato la messa domenicale dell’8 febbraio con la speciale intenzione per la sicurezza dei tamil nel Vanni e per una pace duratura nello Sri Lanka.
 
Intanto, mentre le operazioni militari proseguono, la popolazione cerca di raggiungere l’area di sicurezza a ridosso della strada A35. Questa mattina 15 militari e 8 civili sono rimasti uccisi da un attacco suicida presso il centro di soccorso nel nord Visuamadu, all’interno della Safety zone. Una donna, mescolata tra i rifugiati che giungevano nell’area, si è fatta saltare in aria causando anche il ferimento di 24 militari e 40 civili, tra cui donne e bambini.
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