06/09/2021, 12.53
AFGHANISTAN
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I talebani: 'Panjshir conquistato, la guerra è finita'

Il portavoce Zabihullah Mujahed su Twitter ha dichiarato che anche l'ultima provincia è caduta. Il Fronte di resistenza smentisce, sostenendo di controllare ancora alcune zone strategiche. Si attende ancora la formazione del nuovo governo.

Kabul (AsiaNews/Agenzie) - Questa mattina il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahed ha comunicato via Twitter che “l’ultimo avamposto dei mercenari nemici, la provincia del Panjshir, è stato completamente conquistato”. Ora i nuovi padroni dell’Afghanistan controllano tutte le 34 provincie del Paese. Mujahed ha riunito una conferenza stampa per annunciare “la fine della guerra nell’Afghanistan”, come riporta Tolo News.

Il Fronte nazionale di opposizione ai talebani tuttavia nega che i talebani abbiano il controllo totale del Panjshir. Uno dei rappresentanti della resistenza, Ali Nazari, ha comunicato alla Cnn che le forze di opposizione mantengono il controllo di alcune zone strategiche della valle, e continueranno la loro lotta contro gli estremisti islamici.

Il leader dei combattenti del Panjshir, Ahmad Massoud, non ha rilasciato dichiarazioni. Ieri egli aveva lanciato ai talebani un appello per la cessazione delle ostilità, dichiarandosi disposto a deporre le armi se essi avessero lasciato il Panjshir. Secondo i talebani, i capi del Fronte sarebbero già fuggiti all’estero; ieri essi hanno ucciso il portavoce del Fronte Fahim Dashti, membro del partito Djamiat-i-Islam, concorrente dei talebani.

I talebani hanno anche dichiarato di aver preso il mausoleo del “Leone del Panjshir” Ahmad Shah Massoud, padre dell’attuale comandante del Fronte, diffondendo un video su Telegram. Il mausoleo è collocato vicino alla città di Bazarak, il capoluogo della provincia del Panjshir, e dal video si nota l’assenza di milizie della resistenza.

Al di là dei proclami di vittoria e stabilità post-bellica, nel Paese regna un’atmosfera di grande incertezza, e non solo per le strenue resistenze nel Panjshir. Sono trascorse ormai tre settimane dalla presa di Kabul, e nonostante le dichiarazioni sulla ormai prossima formazione del governo, è evidente la situazione di stallo creatasi tra i vari componenti del movimento talebano, soprattutto tra le varie appartenenze tribali.

Inizialmente sembrava che nel nuovo governo sarebbero entrati i membri del Consiglio di coordinamento, creato per gestire la transizione del potere, come l’ex-presidente dell’Afghanistan Hamid Karzaj, l’ex-primo ministro Abdullah Abdullah e il leader del partito islamico Gulbeddin Hekmatjar, poi scomparsi dalla scena. Gli unici due nomi che appaiono sicuri al momento sono quelli della “guida suprema” Hibatullah Akhundzada, e del portavoce Abdul Ghani Baradar, che sta di fatto guidando il paese dal 15 agosto.

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