14/01/2004, 00.00
filippine
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I vescovi chiedono ai candidati presidenziali un "no" alla pena di morte

Manila (AsiaNews) – La Commissione Episcopale per le Carceri ha chiesto ai candidati alle elezioni presidenziali di pronunciarsi contro la pena di morte. Dei 5 candidati, compresa l'attuale presidente Gloria Macapagal-Arroyo, solo uno ha sottoscritto l'appello rivolto dal vescovo Pedro Arigo, presidente della Commissione. Si tratta del sen. Raul Roco, un ex alunno del San Beda College, un istituto gestito dai benedettini.

Oggi la Commissione e la Coalizione Contro la Pena di Morte hanno partecipato ad una messa presso il Chino Roces Bridge, vicino al palazzo presidenziale. La messa era offerta per i due condannati a morte, che verranno giustiziati il 30 gennaio prossimo. La liturgia è stata presieduta da p. Robert Reyes, che in questi anni ha organizzato molte marce e corse per sostenere la dottrina sociale della Chiesa su diritti umani, ecologia, riforma agraria, ecc.

La Coalizione aveva invitato tutti i candidati presidenziali a venire a firmare un documento in cui si impegnavano a non utilizzare la pena di morte. Ma se ne è presentato solo uno.

La legge sulla pena di morte è stata reintrodotta nelle Filippine nel 1993. le prime condanne a morte sono state eseguite nel 1999. L'ultima è avvenuta nel gennaio 2000. In occasione del Giubileo l'allora presidente Estrada decise una moratoria.

All'inizio della sua presidenza nel 2001, Gloria Macapagal Arroyo annunciò pubblicamente che non avrebbe sostenuto la legge. Durante la sua ultima visita in Vaticano, la Arroyo si era detta ancora favorevole alla moratoria. Nel dicembre scorso, su pressione della comunità cinese-filippina, oggetto di molti rapimenti e ricatti, la presidente ha deciso di togliere la moratoria.

Il gesuita p. Silvino Borres, della Coalizione, ha detto che le Filippine si stanno immergendo sempre più nella mentalità della "cultura di morte": "Come se non bastassero tutte le violenze  e i conflitti armati che macchiano il mondo, vi è un numero crescente di società che tendono a porre fine a una vita quando non la ritengono più utile". Il governo filippino crede che l'esecuzione dei condannati per rapimento potrà migliorare il clima sociale ed economico. "Questo è falso, ha detto il p. Borres. Vi sono altri fattori che rendono insicuri gli investimenti. La causa maggiore è la corruzione del governo".

Le elezioni presidenziali si terranno verso maggio-giugno, dopo quelle nazionali. I candidati alla presidenza sono: Gloria Macapagal Arroyo, Fernando Poe jr, sen. Panfilo Lacson , fratel Eddie Villanueva, un leader carismatico protestante, e il sen. Raul Roco.

Oggi, nella conferenza stampa conclusiva, dopo la messa, il vescovo Pedro Arigo ha chiesto esplicitamente alla Arroyo di " fermare le esecuzioni e abolire la pena di morte". (SE)

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