29/08/2019, 08.50
SIRIA - TURCHIA
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Idlib: raid aerei russo-siriani provocano 16 vittime civili, sei i bambini

Almeno 12 vittime nel bombardamento dei quartieri residenziali di Maaret al-Noomane. La cittadina sorge lungo l’autostrada che collega Aleppo alla capitale. Sempre ieri le forze di Assad hanno colpito nella regione di Cheikh Maghar, provincia di Hama. Sfiorato un punto di osservazione dell’esercito turco. 

Damasco (AsiaNews/Agenzie) - È di almeno 16 vittime civili il bilancio aggiornato, ma ancora provvisorio, di una serie di raid aerei compiuti ieri dall’aviazione siriana sostenuta dall’alleato russo nel nord del Paese, in un’area controllata da ribelli e jihadisti. Fra le vittime, almeno 12 persone - fra i quali sei bambini - sono deceduti per bombardamenti aerei concentrati sui quartieri residenziali della cittadina di Maaret al-Noomane, nella provincia di Idlib. 

A tracciare la stima dei morti di questo nuovo attacco sono gli attivisti dell’Osservatorio siriano per i diritti umani (Sohr), ong con base nel Regno Unito e una rete di informatori sul territorio, che in questi anni di conflitto è stata spesso la sola - a volte controversa - fonte di informazione. La cittadina di Maaret al-Noomane sorge lungo l’autostrada che collega la capitale Damasco ad Aleppo, un tempo metropoli economica e commerciale del Paese. 

Una parte della provincia di Idlib e alcuni settori della adiacente provincia di Aleppo e Latakia restano nelle mani dei jihadisti di Hayat Tahrir al-Cham (fazione siriana di al-Qaeda) e di gruppi ribelli sostenuti dalla vicina Turchia. Le forze governative siriane, con l’aiuto di Mosca, da tempo hanno messo nel mirino questo settore e l’8 agosto hanno lanciato una offensiva di terra dopo quattro mesi di raid aerei quotidiani. 

Sempre nel pomeriggio di ieri le forze di Assad hanno colpito nella regione di Cheikh Maghar, nel nord-ovest della provincia di Hama, una zona vicina a un punto di osservazione dell’esercito turco. A poche ore di distanza dai raid aerei l’agenzia ufficiale turca Anadolu ha assicurato che “le postazioni dell’esercito” [almeno 12 in totale] di Ankara “non sono state colpite”. 

Nella regione di Idlib vige un accordo sottoscritto nel settembre 2018 e che prevede una “zona de-militarizzata” tracciata da Russia e Turchia per separare le forze governative siriane e le milizie jihadiste e ribelli. Tuttavia, questo accordo è stato ignorato a più riprese dalle parti e non ha impedito la ripresa - di recente - dell’offensiva delle truppe lealiste.

Dalla fine di aprile, i bombardamenti dell’esercito regolare siriano e del suo alleato russo nell’area hanno ucciso circa 900 civili. Fonti delle Nazioni Unite parlano di oltre 400mila sfollati. Divampata nel marzo 2011 come rivolta interna contro il governo siriano, la guerra ha causato più di 370mila morti e milioni di profughi, innescando una delle peggiori emergenze umanitarie dalla Seconda guerra mondiale.

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