11/04/2008, 00.00
PAKISTAN
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Il 2007, l’anno peggiore nella storia dei diritti umani in Pakistan

di Qaiser Felix
Il rapporto della Commissione nazionale per i diritti umani mostra un bilancio devastante nello scorso anno. Uccisioni, stupri, abusi dei diritti di adulti e bambini, minoranze religiose ed etniche a rischio, deportazioni e disastri ambientali sono solo alcuni dei terribili eventi che hanno colpito il Paese e che lo rendono disumano.
Lahore (AsiaNews/HRCP) – Il rapporto della Commissione pakistana per i diritti umani (HRCP) ha definito il 2007 come l’anno peggiore nella storia del Pakistan. Lo scorso anno infatti il Paese “era vivo solo per metà” e questo ha ridotto la sua capacità – mai troppo alta – di garantire i diritti alla gente. Il Ministero degli Interni ha confermato inoltre i dati dell’HRCP che evidenziano un aumento della criminalità in tutto il Paese pari al 20% rispetto al 2006.
 
Nel lungo e dettagliato rapporto si legge di almeno 927 persone rimaste uccise in 71 esplosioni di kamikaze, sorpassando anche le statistiche dell’Iraq che era tuttavia in piena guerra. La violenza settaria ha causato la morte di 580 persone e altre 1120 sono rimaste ferite. I militanti, trincerati nelle province di nordovest e nelle aree tribali, hanno preso possesso di molte città in cui hanno messo in pratica la loro versione della Sharia. Le ragazze a scuola e i negozi di CD sono stati tra i principali bersagli e le minoranze religiose non hanno avuto molte chance: o convertirsi all’Islam o andarsene.
 
Ma è la comunità sciita ad essere stata maggiormente tormentata dagli attacchi settari. Cinque Ahmedi sono stati uccisi e ben 36 sono stati perseguiti per cause legate alla religione. Non si sono salvati neppure i luoghi di culto e i cimiteri che erano nel mirino delle lobby mafiose.
 
L’assassinio del Ministro del Punjab, Zile Huma, e quello di Benazir Bhutto, presidente del PPP, hanno contribuito a marcare il 2007 come un anno ‘mortale’ anche per le donne. L’HRCP riporta 1202 uccisioni, di cui 636 erano delitti d’onore. Si registrano anche 755 casi di molestie sessuali: 377 vittime sono state violentate - tra queste 166 erano minorenni - e altre 354 hanno subito violenze di gruppo – tra queste le minorenni sono 92. Le studentesse e le insegnanti hanno subito continue minacce alla loro vita e sono state costrette ad indossare il velo. Le esplosioni di bombe in istituti e scuole hanno diminuito drasticamente le iscrizioni e la frequenza degli studenti. Si aggiungono alla disperante lista anche 736 rapimenti e 143 incendi dolosi.
 
Il 2007 è stato un pessimo anno anche per i giornalisti: sette reporter sono stati uccisi, 73 feriti principalmente dalla polizia, e 250 arrestati per avere riportato notizie di proteste e dimostrazioni contro il governo e la censura dei media.
 
Il rapporto dell’HRCP fornisce i numeri delle persone deportate - più di 1,5 milioni - a causa delle continue operazioni militari e dei conflitti armati.
 
In varie aree del Balochistan - la provincia al confine con l’Afghanistan - moltissimi disperanti lasciati senza speranza e possibilità di scelta sono stati costretti a vendere i propri reni così da poter sfamare le famiglie.
 
Il numero delle esecuzioni è tra i più alti mai registrati sia in Pakistan, che tra i Paesi del mondo con la pena capitale. 309 condannati di cui 134 uccisi, mentre più di 7000 rimangono nel braccio della morte. Inoltre, le condizioni nelle prigioni sono disumane e le carceri con una capacità massima di meno di 41 mila detenuti, in realtà ne contengono più del doppio, circa 95 mila.
Per quanto riguarda i diritti dei bambini, HRCP riporta 258 casi di stupro e ben 138 omicidi; anche dopo la messa a punto del Sistema di giustizia dei giovani, 2038 minorenni sono rimasti in carcere in attesa del processo. Nel rapporto si legge anche che lo sfruttamento minorile e il traffico di bambini persistono in tutto il Paese e cresce il numero dei piccoli mendicanti tossicodipendenti di cui l’83% tra gli 8 e 19 anni sniffano colla.
 
Infine, la disoccupazione e la crisi finanziaria ha portato 339 persone a suicidarsi, e la negligenza del governo nel far fronte al deterioramento delle condizioni ambientali ha causato lo spostamento di oltre 300 mila individui e nelle province del Sindh e Balochistan più di 2,5 milioni di persone sono rimaste vittime delle alluvioni.
 
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