09/09/2016, 14.42
VATICANO – TIBET – ITALIA
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Il Dalai Lama “non è stato invitato” all’incontro di Assisi

Lo conferma ad AsiaNews il segretario personale del leader del buddismo tibetano. Nel programma di colloqui con papa Francesco manca, ad oggi, anche un rappresentante dell’induismo. Previsti invece incontri con il patriarca ecumenico, l’arcivescovo di Canterbury, il patriarca siro-ortodosso di Antiochia, un rappresentante del mondo musulmano e uno del mondo ebraico.

Roma (AsiaNews) – Il Dalai Lama “non ha in previsione una visita ad Assisi per l’iniziativa ‘Sete di Pace’ né ha ricevuto alcun invito per l’evento”. Lo dice ad AsiaNews Tenzin Taklha, segretario personale del leader buddista. Al momento Tenzin Gyatso si trova in Belgio per un tour di insegnamenti in Europa che lo porterà anche in Lituania, Svizzera e Francia. Il rientro a Dharamsala è previsto per il 3 ottobre; il 20 dello stesso mese sarà invece a Milano, sempre per una serie di conferenze di carattere religioso. 

L’iniziativa di Assisi si propone di rinnovare, con l’aiuto della Comunità di Sant’Egidio, lo “spirito” lanciato da Giovanni Paolo II nel 1986: i leader di tutte le religioni insieme per pregare – ognuno nel suo ambito – ed elevare insieme una invocazione per la pace nel mondo. Allora, subito dopo la preghiera personale di ogni confessione, i vari leader si ritrovarono davanti al Sacro Convento per un momento di invocazione comune per la pace: accanto a Giovanni Paolo II c’era il Dalai Lama.

Trent’anni dopo l’evento, dicono ad AsiaNews dall’ufficio stampa della Comunità, “saranno oltre 400 i leader religiosi presenti nella città italiana. I panel di discussione affronteranno praticamente ogni ambito del rapporto fra fede, società e politica”. All’evento parteciperà anche papa Francesco, che il prossimo 20 settembre incontrerà alcuni rappresentanti del mondo religioso.

Essi, secondo il programma diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede lo scorso 1 settembre, sono: il patriarca ecumenico ortodosso Bartolomeo I; l’arcivescovo anglicano di Canterbury Justin Welby; un rappresentante del mondo islamico (non specificato) e uno del mondo dell’ebraismo (anche questo non specificato). Previsto infine un colloquio con Efrem II, patriarca siro-ortodosso di Antiochia.

Oltre al leader del buddismo tibetano – che conta circa 15 milioni di fedeli sparsi fra il Tibet e la diaspora nel mondo – non è previsto neanche un incontro con un rappresentante dell’induismo, religione da circa 1 miliardo di aderenti per lo più nel subcontinente indiano.

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