06/10/2015, 00.00
ASIA
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Il Niño potrebbe provocare epidemie di dengue nel Sud-est asiatico

Secondo ricercatori internazionali le alte temperature provocate dal Nino “ambiente ideale” per la proliferazione “su larga scala” della febbre emorragica. A rischio i Paesi del Sud-est asiatico, con trasmissioni superiori alle “capacità di risposta” dei sistemi sanitari nazionali. Ogni anno almeno 400 milioni di infezioni in tutto il mondo.

Bangkok (AsiaNews/Agenzie) - A causa degli effetti sull’ambiente provocati dal Niño, in molti Paesi del Sud-est asiatico vi è il pericolo concreto di epidemie di dengue che potrebbero svilupparsi nelle prossime settimane e colpire milioni di persone nella regione. A lanciare l’allarme è un gruppo di ricercatori internazionali, secondo cui i casi di febbre emorragica crescono in concomitanza con l’aumento delle temperature dell’Oceano. 

Il fenomeno meteorologico conosciuto con il nome del Niño si verifica in genere ogni cinque anni, anche se l’arco di tempo può variare dai tre ai sette, e provoca inondazioni, siccità e altre perturbazioni che variano a ogni sua manifestazione. Quest’anno i suoi effetti sono già iniziati e, secondo gli esperti, sono destinati a durare fino agli inizi del 2016. La portata, avvertono, sembra essere “la più intensa degli ultimi 20 anni”. 

Willem van Panhuis, epidemiologo all’università di Pittsburgh, esperto di salute pubblica e fra gli autori della ricerca, sottolinea che “le grandi epidemie di dengue si sviluppano in modo imprevedibile e possono andare oltre le capacità di risposta dei sistemi sanitari”. Temperature elevate, aggiunge, possono creare “un ambiente ideale” per la comparsa “su larga scala” dell’epidemia in un’ampia regione. 

Lo studio rivela anche che durante l’ultima stagione in cui el Niño ha avuto una forte influenza sul clima, a cavallo fra il 1997 e il 1998, “la trasmissione della dengue era molto alta” e corrispondeva “con il picco di temperature che favoriva la riproduzione delle zanzare” e “il diffondersi del virus”. 

Il virus della febbre dengue si trasmette attraverso la puntura di una zanzara che prolifera in zone acquitrinose e malsane. Per questa ragione, il passo più importante nella lotta a tale malattia è l'eliminazione di ogni focolaio di contagio. In genere, si tratta di pozzi o bacini di acqua stagnante.

La febbre emorragica, la forma più violenta del virus, è spesso letale. Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la dengue è la malattia virale portata da zanzara più comune tra gli uomini. Secondo gli ultimi studi, almeno la metà della popolazione mondiale è a rischio di febbre dengue, con circa 400 milioni di infezioni ogni anno in tutto il pianeta. I sintomi più comuni sono febbre, dolore, mal di testa nausea e vomito. 

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