22/10/2019, 09.15
RUSSIA-GRECIA
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Il Patriarcato di Mosca penalizza i vescovi greci filo-ucraini

di Vladimir Rozanskij

Direttive ai fedeli di recarsi solo nelle chiese greche in cui non si nomina il metropolita di Kiev. Il “ricatto eucaristico” ha conseguenze anche nel turismo e nei pellegrinaggi. Secondo Kirill, il conflitto fra Chiesa greca e Chiesa russa è provocato da “coloro che intendono diffondere nel mondo l’ideologia anti-cristiana” e non vogliono che la Chiesa ortodossa russa offra al mondo “i propri doni spirituali”.

Mosca (AsiaNews) - Il patriarcato di Mosca ha invitato i suoi fedeli che si recano in Grecia a partecipare alla liturgia e alla comunione eucaristica solo in quelle chiese in cui non viene nominato il metropolita Epifanyj di Kiev. In un intervento al canale Russia 24 il metropolita Ilarion (Alfeev) ha detto di essere a disposizione, con il dipartimento patriarcale per gli affari esteri da lui guidato, per indicare a chi lo desidera in quale chiesa recarsi, e in quale invece è proibito: “Se andate in Grecia in vacanza non c’è problema, ma se volete frequentare le chiese greche chiedete prima a noi”.

Il 19 ottobre, in una liturgia a Salonicco, il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo (Archontonis) ha concelebrato con il capo della Chiesa ellenica Ieronymos (Liapis), arcivescovo di Atene, e insieme hanno commemorato il capo della nuova Chiesa ucraina Epifanyj (Dumenko). Per ora, nessuno degli altri vescovi greci ha nominato il metropolita di Kiev durante la liturgia (solo nelle liturgie più solenni si nominano tutti i gerarchi in comunione), ma il patriarcato di Mosca ha promesso di tenere sotto controllo la situazione, per distinguere i vescovi “fedeli” da quelli che verranno sanzionati. Tale definizione porterà conseguenze non solo devozionali: le agenzie di viaggio russe si stanno già organizzando per escludere dalle loro proposte le mete turistiche nelle zone proibite, sottoposte a quello che già viene chiamato il “ricatto eucaristico”. E si parla non solo di grandi flussi turistici, ma di decine di migliaia di pellegrini, che si recano a visitare i santuari greci.

Partecipando al XIII Congresso del “Concilio Russo Mondiale”, l’organizzazione patriottica da lui stesso fondata negli anni Novanta, il patriarca di Mosca Kirill (Gundjaev) si è scagliato nei giorni scorsi contro “i cospiratori che vogliono separare il mondo greco dalla Russia; abbiamo chiare informazioni sul fatto che tutto ciò che avviene nell’Ortodossia mondiale oggi non è causale, ma la realizzazione di un piano molto concreto”. Secondo il patriarca, questo piano vuole impedire ai russi di “condividere con il mondo i propri doni spirituali, che non sono graditi a coloro che intendono diffondere nel mondo l’ideologia anti-cristiana”.

Peraltro, la Russia non intende cedere a tali progetti “del Maligno”, anzi al Concilio Russo sono state prese misure concrete per rafforzare l’unità e lo sviluppo futuro del popolo russo in patria e nel mondo. Il piano prevede di portare la popolazione russa da 145 a 160 milioni entro il 2050, ottenendo ampi crediti per le madri che fanno figli (che dovrebbero aumentare da 0,7 a 3 figli ciascuna). Inoltre, il progetto prevede di concedere la cittadinanza russa a tutti i russi nel mondo, a cominciare dall’Ucraina e dalla Bielorussia, e a “tutti coloro che si sentono russi” in qualunque parte del mondo.

Per questo anche la Chiesa russa vuole affermare il proprio ruolo universale, in competizione con il patriarcato di Costantinopoli, dividendo gli altri ortodossi in “nostri” e “loro”. Nella riunione straordinaria del Sinodo dei vescovi russi del 17-18 ottobre (v. foto 1), sono stati analizzati tutti gli interventi dei vescovi greci al Sinodo di Atene del 12 ottobre, sottolineando come alcuni di loro abbiamo difeso le tesi russe, secondo cui l’Ucraina era ormai da più di tre secoli sotto la giurisdizione russa. Inoltre, i russi mettono in evidenza le posizioni ampiamente filorusse della chiesa di Cipro, guidata dall’arcivescovo Chrysostomos (Tala), storico amico di Kirill. I russi hanno a Cipro una delle principali sedi di capitali “off-shore”. La guerra per il controllo dell’Ortodossia mondiale è forse soltanto agli inizi.

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