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» 07/09/2006 14:57
RUSSIA - TURKMENISTAN
Il Turkmenistan aumenta del 50% il prezzo del gas e Mosca lo compra

La russa Gazprom accetta di pagarlo 100 dollari per 1.000 mc anziché 65. Mosca persegue una politica di monopolio energetico e guarda sempre più ad Oriente.



Mosca (AsiaNews/Agenzie) – La russa Gazprom, leader del settore energetico, pagherà il gas turkmeno 100 dollari ogni 1.000 metri cubi fino alla fine del 2008, invece dei 65 dollari che è il prezzo attuale.

Il Turkmenistan ha minacciato di tagliare le forniture: produce circa 60 miliardi di metri cubi (mmc) di gas l'anno, mentre la Gazprom ne commercializza circa i due terzi e ne riesporta la gran parte ad altri Paesi, soprattutto l'Ucraina. Valere Nesterov, analista del settore per la società Troika Dialog, prevede che da gennaio l'Ucraina pagherà il gas almeno 135 dollari/1.000 mc.

La Russia ha la maggior riserva mondiale di gas ma opera per acquistarne il più possibile, cosa che secondo gli esperti le consentirà di imporre il suo prezzo sul mercato, soprattutto in Europa. Putin vuole riportare il Paese a un ruolo di super potenza mondiale e punta molto sul settore energetico.

Il presidente turkmeno Saparmurat Niyazov il 5 settembre, annunciando l'accordo, ha detto che i suoi principali partner sono Russia e Cina e che non ha in programma gasdotti verso l'occidente. Stati Uniti ed Europa progettano un gasdotto attraverso il Mar Caspio, ma Niyazov vuole che prima siano risolte le annose dispute tra gli Stati sui loro esatti confini sul bacino.

La Russia ha anche stretti rapporti con il governo uzbeko, isolato politicamente dopo il massacro di Andjian nel 2005. Mosca si è impegnata a sostenere Tashkent nel caso di una rivoluzione popolare simile a quelle di Georgia e Ucraina. Il 25 gennaio i membri della Comunità economica eurasiatica – Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan e Tagikistan – durante il summit a S. Pietroburgo hanno deciso di ammettere l'Uzbekistan. La Russia vuole anche aumentare la collaborazione nel settore nucleare con l'Uzbekistan, ricco di giacimenti d'uranio.

Intanto la Gazprom nel 2002 ha definito con la Uzbekneftgaz l'acquisto di 10 mmc l'anno fino al 2012, nel 2005 ha concordato altri 9 mmc. Il Paese produce 56 mmc di gas l'anno. La Gazprom – ha detto Karimov - investirà fino a 1,5 miliardi di dollari nella ricerca e nello sfruttamento dei giacimenti uzbeki e punta a diventare "il solo esportatore del gas prodotto" nel Paese. Vuole la piena gestione di ricerche ed estrazione e offre di modernizzare l'obsoleta rete di trasporto di petrolio e gas. Il governo uzbeko non ha i fondi necessari per le ricerche e la rete di trasporto.

Nel Kirghizistan il 27 gennaio la Gazprom ha concluso con il premier un accordo per creare una joint venture per la ricerca e l'estrazione di idrocarburi, di cui ritiene esserci ampi giacimenti. La società, dice il presidente Aleksei Miller, vuole investirci "centinaia di milioni di dollari".

Mosca ha avuto finora meno successo con il Kazakistan, dove nel 2005 sono entrati in funzione oleodotti "alternativi": dai giacimenti di Atasu fino a Alashankou in Cina. Baktykozha Izmukhambetov, ministro kazako per l'Energia, a maggio si è detto favorevole alla costruzione di un oleodotto attraverso il Mar Caspio verso l'Europa per "diversificare le vie per l'esportazione degli idrocarburi". Ma il 3 aprile il presidente Nursultan Nazarbayev, in visita a Mosca, aveva ribadito la dipendenza del Paese dagli oleodotti russi.

Mosca guarda anche a Oriente: Tokyo e Pechino più volte hanno insistito per realizzare un oleodotto dalla Russia ai loro Paesi. Lo scorso 21 marzo Putin, in visita a Pechino, ha firmato con il presidente Hu Jintao un accordo per costruire due gasdotti fino in Cina, per fornire ai Paesi asiatici del Pacifico tra 60 e 80 mmc di gas annui.

La Gazprom nel 2005 è giunta a produrre circa 550 mmc di gas. La ditta fornisce energia alla Russia a prezzo "politico" con perdite per circa 1 miliardo di dollari nel solo 2005, come l'agenzia TASS ha riportato il 29 novembre 2005, ma ha ampi profitti con l'esportazione in occidente. La società vuole importare circa 100 mmc annui di gas da Turkmenistan, Kazakistan e Uzbekistan. (PB)


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