09/05/2011, 00.00
VIETNAM

Il Vietnam scatena la repressione contri i cristiani Hmong: almeno 49 morti

Emily Nguyen
Esercito e forze di sicurezza hanno attaccato alcune migliaia di manifestanti che chiedevano riforme e rispetto della libertà religiosa. Centinaia di arresti e sparizioni. Nell’area tagliate elettricità e comunicazioni. L’ambasciata degli Stati Uniti annuncia di voler indagare sull’accaduto.
Hanoi (AsiaNews) – E’ di almeno 49 morti, centinaia di feriti e un imprecisaabile numero di arresti il bilancio della sanguinosa repressione scatenata dalle forze di sicurezza vietnamite contro cristiani (nella foto: una chiesa domestica Hmong) e animisti della comunità Hmong, una minoranza etnica che vive nel Nordovest del Paese e in Laos.
 
La vicenda è iniziata il 30 aprile, a Muong Nhe, nella provincia di Dien Bien, quando circa 8.500 Hmong si sono riuniti per pregare e per chiedere riforme e libertà religiosa. La manifestazione è stata interrotta da un violento intervento dell’Esercito popolare e delle forze di sicurezza, che hanno fatto morti e feriti e compiuto centinaia di arresti, deportando molti dei fermati in località sconosciute in Vietnam e in Laos dove, secondo Christy Lee, direttore esecutivo della Hmong Advance, Inc.(HAI) di Washington, D.C., “potrebero essere torturati o uccisi, o semplicemente sparire”. Nell’area sono state tagliate elettricità e comunicazioni.
 
Tra gli arrestati ci sono alcuni ministri straordinari dell’eucaristia che servono quattro comunità cattoliche della regione. Nella zona ci sono un migliaio di cattolici registrati, che pregano Dio con discrezione in quella che è chiamata “la zona bianca”, nella quale il livello di violazione della libertà religiosa è il più alto del Paese. E ci sono cristiani che per conservare la fede sono emigrati. A Muong Nhe, finora, sacerdoti cattolici sono riusciti ad andare solo due volte, presentandosi come turisti che andavano a fare visita alle comunità e che sono stati sotto sorveglianza continua e seguiti da funzionari di polizia che li controllavano per prevenire qualsiasi tentativo di evangelizzazione.
 
Il Ministero vietnamita dell’informazione e ufficiali dell’esercito, tramite l’ufficiale VNA, hanno accusato i manifestanti di essere irridentisti che operano per istigazione di “reazionari che ingannano la credulità popolare spargendo voci sulla presenza di un potere sovrannaturale e invocando un impero separato del popolo Hmong”. Hanoi cerca di chiudere la zona e di scacciare la popolazione nelle montagne e nella giungla.
 
L’ambasciata degli Stati Uniti a Hanoi ha fatto sapere di volersi informare sull’accaduto, che è avvenuto a soli due giorni dal rapporto della Commissione sulla libertà religiosa internazionale che ha chiesto al Dipartimento di Stato di rimettere il Vietnam nell’elenco dei Paesi di “particolare preoccupazione per il rispetto della libertà religiosa”.
  
I Hmong sono uno dei 53 gruppi etnici del Vietnam e sono circa 790mila. Nel corso della guerra dettero aiuto agli americani e alla fine del conflitto, in parecchi emigrarono in America. Coloro che sono rimasti, vivono al di sotto del livello di povertà, indicato dalla Banca mondiale. Come le altre minoranze etniche sono stati più a contatto con il cristianesimo e ci sono numerosi convertiti.
 
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