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» 03/12/2010 12:27
PAKISTAN
Il card. Tauran inaugura un centro per il dialogo interreligioso a Lahore
di Nirmala Carvalho
Gli auguri e l’entusiamo di leader cristiani e islamici. Il Presidente del Pontificio Consiglio per il Diaologo Interreligioso ha incontrato il presidente Zardari.

Lahore (AsiaNews) – Il 28 novembre a Lahore è stato inaugurato il Peace Center dei Domenicani, con la partecipazione del cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso, di Maulana Abdul Khabir Azad, Grande Imam della moschea Badshahi a Lahore, nonché di numerosi cristiani, islamici, indù e fedeli Baha’i. Padre James Channan, priore viceprovinciale dei Domenicani, racconta l’evento in esclusiva per AsiaNews.

“Sua eminenza – spiega padre Channan – ha espresso grande gioia e apprezzamento per il Peace Center. Egli ha sottolineato che ‘questa non è una mera istituzione, né una biblioteca per prendere libri e riviste. Ma è un luogo dove uomini e donne possono cercare armonia e serenità per le loro vite interiori. Quando sono entrato nel Centro, la prima cosa che mi ha colpito sono stati i colori. Qui ogni cosa è in armonia. La pace è armonia, che per prima cosa dobbiamo realizzare dentro di noi. La pace incomincia dentro di noi. Nelle nostre famiglie e così via’. Sua Eminenza ha ricordato che i fedeli affrontano 3 sfide. Il loro primo dovere è l’autoconsapevolezza. Noi dobbiamo accettare noi stessi, chi siamo e quello in cui crediamo”

“La seconda [sfida] è che la nostra identità personale esiste solo nelle relazioni personali con gli altri. Dobbiamo comprendere le differenze specifiche, per avere un arricchimento. L’altra persona è mio fratello o sorella. La terza sfida è la nostra intenzione. I credenti non rinunciano alla fede, ma noi dobbiamo poter proclamare la nostra fede con libertà. Noi non dobbiamo imporre la nostra fede agli altri, ma proporla agli altri”.

Maulana Abdul Khabir Azad, Grand Imam e Global Trustee of United Religions Initiative  (URI), dopo avere reso omaggio ai vescovi e ai sacerdoti che lavorano per la pace e l’armonia, ha espresso gioia nel vedere tante personalità partecipare a un evento definito “storico”. “Io posso sentire – ha detto – la flagranza della pace e dell’amore tra tutte le persone presenti qui. L’insegnamento di Gesù Cristo e del Profeta Maometto ci hanno insegnato a diffondere la pace e l’armonia tra tutti. Lavoriamo per questa nobile causa”.

Durante il suo viaggio in Pakistan, il 25 novembre il card. Tauran ha incontrato a Islamabad il presidente Asif Ali Zardari. Il porporato, al suo ritorno in Italia il 1° dicembre, ha spiegato che Zardari “ha manifestato grande attenzione alla posizione della Santa Sede per quanto riguarda la libertà di religione” e “ha formato una commissione, presieduta dal ministro per le Minoranze, che ha per scopo di riesaminare la legge sulla blasfemìa in vista perfino di una sua eventuale possibile abrogazione”. Il card. Tauran si è pure impegnato per la grazia alla cristiana Asia Bibi, condannata a morte per la legge sulla blasfemia.

Padre Bruno Cadore, Generale dei Domenicani, ha inviato un messaggio di felicitazioni ai Domenicani, esprimendo la sua gioia per il nuovo Peace Center e sottolineando come “l’importanza del dialogo interreligioso sia stata affermata in tutti i nostri recenti Capitoli Generali (nel 1986 ad Alila e nel 2007 a Bogotà)” e ripetendo come “sia prioritario per il nostro Ordine questo dialogo, specie con l’Islam”. Egli ha anche ricordato l’insegnamento di Papa Giovanni Paolo II, che “il dialogo interreligioso è un lavoro voluto da Dio e un elemento integrante la missione evangelizzatrice della Chiesa”. “Con il dialogo, rendiamo Dio presente tra noi, poiché quando apriamo noi stessi a un altro, ci apriamo a Dio”.

Masami Saionji, presidente della World Peace Prayer Society, ha pure espresso “grande ammirazione” e “felicitazioni di cuore” per questo Centro, il primo del genere in Pakistan.

Mons. William E. Swing, presidente di United Religions Initiative, ha ricordato che il Centro “è  una comunità di costruttori di pace”.

“Questo Peace Center – spiega ad AsiaNews padre Channan, pakistano che ha studiato a Roma nel 1982-85 presso il Pontificio Istituto per Studi Islamici  e lingua Araba – era un sogno per i frati domenicani in Pakistan. I primi domenicani nella zona sono arrivati dall’Italia nel 1931”. “Questi frati promuovono in tutto il mondo il dialogo tra religioni e culture, specie tra islamici e cristiani. Tutti gli ultimi Capitoli Generali dell’Ordine, tenuti a Città del Messico, Provicende, Bogotà e Roma, hanno sottolineato l’importanza e l’urgenza del dialogo interreligioso”. “I Domenicani in Pakistan si sono dedicati all’apostolato per i passati 50 anni e questo ha portato molti frutti”.

“Il Peace Center – prosegue il sacerdote, autore del libro “Il dialogo cristiano-islamico in Pakistan”, che per circa 20 anni è stato Segretario esecutivo della Commissione Nazionale Cristiano-Islamica – permetterà loro un maggior impegno per promuovere questa opera fondamentale, a ogni livello”. “In un Paese che ha il 96% di musulmani e solo il 2% di cristiani, il dialogo interreligioso è un fattore-chiave per i missionari domenicani. Oggi, quando il futuro sembra davvero oscuro, e la gente si sente priva di aiuto, noi come cristiani pakistani e domenicani svolgiamo un ruolo importante, il compito di portare speranza alla nostra gente”.


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