26/11/2015, 00.00
CINA – COREA DEL SUD
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Il falso “pioniere delle staminali” ci riprova: una fattoria di animali clonati

Hwang Woo-suk, un tempo eroe nazionale sudcoreano poi rivelatosi un ciarlatano, collaborerà con la cinese Yingke Boya Gene Technology Ltd per costruire un allevamento di buoi “di prima scelta”, tutti ricreati da un unico esemplare. Esperti scettici: “Oltre ai moltissimi problemi di tipo sanitario, dal punto di vista economico è un progetto senza senso”.

Seoul (AsiaNews) – Dopo aver finto di saper riprodurre cellule staminali embrionali umane, aver lavorato come veterinario e aver tentato di riportare in vita i mammuth, il “pioniere della clonazione umana” Hwang Woo-suk è pronto per una nuova avventura. Insieme a un’azienda cinese, intende aprire “la più grande fattoria di animali clonati al mondo” nei pressi della città di Tianjin. L’annuncio viene dalla Yingke Boya Gene Technology Ltd, che prevede di stanziare circa 32 milioni di dollari per lanciare il progetto.

Prevista per il 2016, la futuristica fattoria prevede un laboratorio per la clonazione, un centro per animali clonati e una banca dei geni. Xu Xiaochun, presidente del gruppo cinese, dichiara: “L’intenzione è quella di fornire enormi quantitativi di carne di manzo di altissima qualità al maggior numero di consumatori possibili”. Oltre ai buoi, è prevista la clonazione di cani poliziotto per la ricerca di droga ed esplosivi.

Hwang Woo-suk è famoso per aver ingannato la comunità scientifica internazionale sostenendo di essere riuscito a clonare cellule staminali umane. Un tempo "eroe nazionale", infatti, egli è caduto in disgrazia nel 2005 dopo che la comunità scientifica internazionale e l'Università della capitale sudcoreana hanno smascherato i risultati delle sue ricerche sulle cellule staminali embrionali, del tutto falsificati in laboratorio per dare l'impressione di essere riuscito a clonare cellule sane da malati affetti da patologie al momento incurabili.

Nel 2006, durante il processo per frode, il “pioniere della clonazione” ha poi ammesso di aver usato fondi dello Stato per acquistare dalla mafia russa alcuni campioni di tessuto di mammut. Dal 2012 il veterinario collabora con ricercatori russi nel tentativo di clonare i mammiferi estinti, a partire da cellule prelevate da carcasse congelate nella Repubblica di Sahka (in Russia). Ma anche questo tentativo è finito in un nulla di fatto, con persino una denuncia da parte dello “scienziato” nei confronti dei suoi collaboratori.

Il suo nuovo progetto lascia però gli esperti molto scettici. Woo Hee-jong, veterinario all’Università nazionale di Seoul, spiega: “La clonazione ha diversi effetti collaterali, fra cui invecchiamento precoce e inclinazione a diverse malattie. Inoltre, deve essere ancora testata la sicurezza delle carni tanto che l’Unione Europea l’ha bandita dal suo territorio”.

Va poi considerato un altro aspetto: “Clonare un animale costa tantissimo: un animale piccolo, di quelli da compagnia, costa circa 88mila dollari. Chi andrebbe a comprare un bue clonato, con questi prezzi?”. Ryu Young-joon, docente alla Scuola medica dell’università Kangwon, conclude: “Tutto nella clonazione va fatto a mano, da parte di tecnici altamente specializzati. Al di là di ogni altra considerazione, questo progetto non ha proprio senso dal punto di vista economico”. 

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